

Continuano le indagini congiunte di forestale e carabinieri per l’operazione Led, che ieri mattina ha portato all’arresto dei tre responsabili della CPM di Recanati, a causa di alcune irregolarità che gli inquirenti avrebbero riscontrato in tre bandi d’appalti per la pubblica illuminazione a Civita Castellana, Grotte Santo Stefano e Villa San Giovanni in Tuscia. Oltre ai tre, finiti in manette, gli investigatori si sono concentrati anche su altre sette persone, sei dei quali sono tecnici dei tre comuni coinvolti, mentre uno è l’assessore civitonico Sergio Annesi, che nella giornata di ieri ha dato le sue dimissioni direttamente al primo cittadino.
“In seguito alle vicende di questa mattina (ieri, ndr), oggi pomeriggio Sergio Annesi ha rassegnato le sue dimissioni. Lo ha fatto per ‘salvaguardare l’Amministrazione comunale’ e per potersi difendere appropriatamente nelle sedi competenti. E aggiungo io per proteggere la sua famiglia da un ingiusto ‘clamore’. A lui va il mio profondo ringraziamento, la mia stima e la mia rinnovata fiducia, perché non è affatto facile incontrare sulla propria strada persone come Sergio, di tale rettitudine e onestà morale ed intellettuale”. Questo il commento del sindaco Angelelli su facebook alle dimissioni del suo assessore.
Le dimissioni di Annesi arrivano poco dopo la richiesta dell’opposizione civitonica di convocare con urgenza un consiglio comunale sul tema, chiedendo anche al sindaco di sollevare Annesi dall’incarico di assessore. Non c’è stato bisogno di nessuna chiamata speciale, visto che lo stesso Annesi ha deciso che sarebbe stato meglio dimettersi spontaneamente dall’incarico per potersi difendere nelle sedi opportune.
Scorrendo le carte dell’indagine, però, ricorre spesso un altro nome della politica locale, oltre a quello di Annesi, sarebbe infatti quello di Mario Giulianelli, primo cittadino di Villa San Giovanni in Tuscia, che però non ha ricevuto alcun decreto di perquisizione dalla polizia giudiziaria, come invece è accaduto ai sette indagati. Nell’ordinanza d’arresto dei vertici della CPM, però, D’Arma e Tucci sembrano ipotizzare che il sindaco fosse a conoscenza della turbativa in corso.
L’ordinanza, infatti, non tralascia rapporti sospetti tra uno degli arrestati e il primo cittadino di Villa San Giovanni in Tuscia, dove questi avrebbe comunicato alla CPM l’avvenuta spedizione degli inviti a presentare offerte per la gara comunale. Un appalto, quello di Villa San Giovanni in Tuscia, da 66mila euro per la gestione dell’illuminazione pubblica del paese. Ora gli inquirenti vogliono far chiarezza anche su questi rapporti e sulle responsabilità di tutti gli indagati in merito alla turbativa d’asta.

















