Operazione Erostato, scatta la sorveglianza speciale per i due albanesi braccio armato della banda
questura
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VITERBO - Erano stati condannati perché coinvolti nell’operazione “Erostato”, portata a termine dai Carabinieri di Viterbo, che consentì di scardinare un’organizzazione criminale operante con metodi mafiosi in questo capoluogo.

VITERBO – Nei giorni scorsi il Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione ha emesso la misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale nei confronti di due persone di origine albanese, in passato residenti a Viterbo e attualmente ristretti presso due case di reclusione del Nord Italia.

Erano stati condannati perché coinvolti nell’operazione “Erostato”, portata a termine dai Carabinieri di Viterbo, che consentì di scardinare un’organizzazione criminale operante con metodi mafiosi in questo capoluogo.

In particolare i due avevano coadiuvato i vertici dell’organizzazione criminale compiendo azioni intimidatorie e violente, compiute anche con l’utilizzo delle armi, per costringere i gestori di attività commerciali concorrenziali a cessare l’attività o a venire a patti con l’associazione criminosa.

In diversi casi si erano addirittura messi a disposizione per portare a termine spedizioni punitive a scopo intimidatorio.

I provvedimenti sono stati notificati dal personale della Polizia Penitenziaria in servizio presso le case di reclusione dove i due albanesi sono tutt’ora ristretti.

Entrambe le misure di prevenzione della Sorveglianza Speciale, emesse a seguito di una scrupolosa istruttoria effettuata dal personale della Polizia di Stato della Divisione Anticrimine su richiesta del Questore di Viterbo, avranno decorrenza dal momento della scarcerazione dei due soggetti, obbligandoli per due anni a non rincasare dopo le ore 21,00, a non uscire dall’abitazione prima delle 07,00, a non partecipare a riunioni pubbliche senza il permesso dell’autorità giudiziaria e a non frequentare pregiudicati e persone sottoposte a misure di prevenzione e sicurezza.

L’inosservanza delle prescrizioni e degli obblighi della Sorveglianza Speciale è punita con l’arresto da tre mesi ad un anno.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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