Open Municipio si può fare. Arrivano le prime reazioni positive alla nostra idea
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Open Municipio si può fare. Dalla maggioranza arriva la prima apertura verso lo strumento che consentirebbe a tutti i cittadini di poter monitorare l’attività dei propri rappresentanti.

Open Municipio si può fare. Dalla maggioranza arriva la prima apertura verso lo strumento che consentirebbe a tutti i cittadini di poter monitorare l’attività dei propri rappresentanti. È Marco Ciorba ad aprire alla discussione sulla piattaforma nazionale già utilizzata da alcuni grandi comuni (leggi). “Ne sono venuto a conoscenza – ha detto Ciorba rispondendo alle domande di Sbottonati – grazie al vostro articolo. Valuteremo l’ipotesi all’interno della maggioranza, ma per me non c’è nessun problema, anzi sarebbe un utile strumento per ogni singolo consigliere come me che lavora. Così i cittadini potrebbero vedere cosa facciamo nel dettaglio e se stiamo lavorando bene”.

La Fune aveva lanciato nei giorni scorsi l’idea di aderire alla piattaforma partendo dalla proposta di Chiara Frontini di istituire l’indice di produttività per i consiglieri e amministratori.

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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti mediante microtelecamere collegate al nervo ottico. Si va verso un uomo sempre più cibernetico? Fino all’estremo: perché per ora l’unico organi insostituibile appare il cervello… dove si formano i nostri pensieri e conserviamo il senso della nostra identità…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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