Omicidio Fedeli, la moglie Maria Chiara: “Mi aspettavo l’ergastolo”
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VITERBO – La rabbia e la delusione dei famigliari: "Non abbiamo ottenuto giustizia".

VITERBO – “I 25 anni di carcere inflitti a quello lì (Michael Aaron Pang, ndr) non ci rendono giustizia. Anzi, questa è una sentenza profondamente ingiusta. Pang meritava l’ergastolo”.Queste le parole della signora Maria Chiara, moglie di Norveo Fedeli.

La signora ha preferito lasciar correre alcune ore prima di commentare la sentenza della corte d’assise del tribunale di Viterbo che ha generato una forte delusione nella famiglia della vittima. “Come è possibile che ad un uomo che ne uccide un altro con 17 colpi di sgabello alla testa non venga assegnata l’aggravante della crudeltà nella sentenza di colpevolezza?“Mio marito non c’è più – prosegue la donna -. Era una persona stupenda, che amava la vita, la famiglia, i figli, e ci è stata portata via senza un perché… in un modo così assurdo, che non merita nessuno, e per il quale ancora non abbiamo ottenuto, lui per primo, piena giustizia”.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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