Omicidio Fedeli, è scontro sulla ricostruzione dei fatti.
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VITERBO – La difesa: “Pang accoltellato dalla vittima durante una colluttazione. Il legale dei famigliari “Fedeli brutalmente assassinato”.

VITERBO – È scontro in aula sulla ricostruzione degli ultimi istanti antecedenti la morte di Norveo Fedeli.

Secondo la difesa Pang è stato accoltellato dalla vittima durante una colluttazione. A riprova di questa ricostruzione i tagli sulle mani del giovane americano e due coltelli presenti sulla scena del delitto. Uno più piccolo, tascabile, ritrovato all’interno del negozio dagli investigatori durante i rilievi. L’altro più grande, attaccato a un portachiavi,sempre appartenente a Fedeli, sporco di sangue, ritrovato invece in camera di Pang, nell’abitazione di Capodimonte.

Versione opposta da parte del legale dei famigliari che afferma che Norveo Fedeli è stato brutalmente assassinato, non c’è stata alcuna colluttazione.

Il processo entrerà nel vivo, coi primi testimoni, il 28 gennaio. Fissate anche altre quattro udienze: il 31 marzo, il 28 aprile, il 26 maggio e il 30 giugno.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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