Omicidio Fedeli, è scontro in aula tra perito e difesa

VITERBO – Il medico legale del Tribunale: “Pang ferito con una vite dello sgabello con cui ha copito Fedeli”. La difesa: “Pang ferito da Fedeli con un coltello”.
VITERBO – Omicidio Fedeli, è scontro in aula tra perito e difesa.
Sul corpo di Pang, più precisamente sulla guancia e sul torace, sono presenti delle micro-lesioni.
Per il perito nominato dal tribunale Giancarlo Carbone si tratta del segno lasciato da una vite dello sgabello con cui ha massacrato Norveo Fedeli.
Ma questa conclusione è stata aspramente contestata dai difensori di Pang, gli avvocati Remigio Sicilia e Giampiero Crescenzi i quali sostengono la tesi che, invece, il loro assistito sia stato aggredito da Fedeli con uno dei due coltelli trovati sulla scena del crimine, su nessuno dei quali però sono state trovate tracce di sangue.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi


















