Omicidio di Orte, FdI: "Ennesima dimostrazione del fallimento del sistema d'accoglienza"
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ORTE - L’albergo, che ora conta 32 ospiti, molti dei quali vi risiedono ormai da anni senza alcun progetto serio di integrazione, in queste ultime ore è al centro delle cronache per l’omicidio di un nigeriano dopo una rissa tra connazionali.

ORTE – Il deputato di Fratelli d’Italia, Mauro Rotelli insieme al portavoce provinciale Massimo Giampieri, al consigliere provinciale Gianluca Grancini, all’assessore del comune di Orte, Diego Bacchiocchi, al responsabile Dipartimento Immigrazione della provincia di Viterbo, Jean Pierre Scarpelli, al consigliere comunale di Vallerano Jacopo Polidori ed al consigliere comunale di Vasanello, Francesco Ricci, ha incontrato ad Orte i gestori dell’hotel Carpe Diem, la struttura che,
dal 2014, si è trasformata in un Centro di Accoglienza per immigrati.

L’albergo, che ora conta 32 ospiti, molti dei quali vi risiedono ormai da anni senza alcun progetto serio di integrazione, in queste ultime ore è al centro delle cronache per l’omicidio di un nigeriano dopo una rissa tra connazionali.

“L’incontro, ancora una volta, ha dunque confermato le storture del sistema dell’accoglienza. La preoccupante gestione del tema immigrazione è, inoltre, esasperata dai tempi biblici della burocrazia, ed in un quadrante, come quello di Orte, caratterizzato già da una massiccia presenza extracomunitaria rischia di esplodere causando tragedie come quella di domenica sera – così in una nota di Fratelli d’Italia -.

Si tratta di una problematica complessa che va affrontata al più presto senza pregiudizi né atteggiamenti demagogici che non portano soluzioni, ma servono solo ad esacerbare gli animi.

Per questo Fratelli d’Italia tornerà a breve dal Prefetto di Viterbo per chiedere lumi sulla rendicontazione delle spese di queste strutture, anche per evitare, nel futuro, il ripetersi di simili episodi”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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