
TARQUINIA- Ancora indagine a tutto campo quella per scoprire tutta la verità sulla morte del docente Unitus Dario Angeletti. Le ricerche dell’arma del delitto si sposta in mare.
In carcere accusato di omicidio c’è Claudio Cesaris, tecnico universitario in pensione, che avrebbe ucciso Angeletti per motivi passionali legati ad una collega conosciuta da entrambi. Durante la confessione di Cesaris, il focus dell’interrogatorio, è stato proprio il movente che, però non ha convinto, chi conosceva il professore di Tarquinia.
Proprio questi dubbi si sommano a quelli sull’arma del delitto e sui bossoli usati, nulla è stato ancora ritrovato. L’omicida affermò di averla gettata in mare in un punto ben preciso della costa tirrenica, ma nonostante le scrupolose ricerche, non c’è stato ancora nessun ritrovamento.
Sotto indagine anche l’auto di Cesaris, le impronte rimaste dopo il delitto e soprattutto, i video delle telecamere dell’area delle Saline dove è avvenuto il delitto.
La Procura di Civitavecchia sta analizzando ogni frame dei filmati e i Ris tutti i reperti trovati all’interno dell’auto dell’uomo in modo da chiarire ogni punto oscuro di questo omicidio che ha scosso la città di Tarquinia e l’Ateneo viterbese.


















