Omicidio al Riello, raffica di interrogatori
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Alle 11 attesa una conferenza stampa del Comando Provinciale dei Carabinieri dove verranno dati ulteriori aggiornamenti sull'omicidio di domenica.

Omicidio in zona Riello, ci sarebbe un fermato. Trumatico risveglio per il capoluogo della Tuscia questa domenica. La notizia che in un lampo ha attraversato tutta la città è stata quella del 43enne Federico Venzi, ammazzato di botte e lasciato agonizzante sull’asfalto vicino alla rotatoria.

La giornata di ieri è stata piuttosto convulsa, con il pm Massimiliano Siddi impegnato a diramare il caso, insieme agli uomini del comando provinciale dei carabinieri.

Venzi, originario di Roma ma da molto tempo residente a Caprarola con la madre. L’hanno trovato dei passanti che, intorno alle 4,30 del mattino hanno avvisato il 118. Quando i sanitari sono arrivati era agonizzante, inutile il trasporto in ospedale. E’ morto alle prime luci dell’alba, portato via dalle terribili lesioni interne lasciate dagli aggressori.

La notizia del fermo di un uomo è trapelata nel tardo pomeriggio di ieri. Con una nota ufficiale invece i carabinieri hanno di fatto informato che nel pomeriggio di ieri sarebbero state portate in caserma diverse persone.

”In relazione al gravissimo evento verificatosi questa notte nel quartiere Riello – è scritto nella nota -, si rappresenta che le indagini sono tuttora in corso. Al momento sono state portate in caserma alcune persone nei confronti delle quali si sta accertando il coinvolgimento nel fatto. Ulteriori dettagli saranno forniti nel corso di una conferenza stampa che sarà tenuta domattina (oggi), alle ore 11, presso la sede del comando provinciale”.

Tra le ipotesi circolate che il Riello non possa essere stato il luogo dell’aggressione. Venzi potrebbe essere stato massacrato altrove e scaricato successivamente nella zona.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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