
Si riunirà domani mattina alle 9.30 il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. A presenziare al vertice, oltre i rappresentati delle forse dell’ordine e della Procura di Viterbo, anche il sindaco Michelini e il presidente della Provincia Mazzola. All’interno del dibattito verrà condotta un’analisi sulla situazione complessiva dell’intera città per quanto riguarda l’ordine e sicurezza.
Un summit, quello della Prefettura, che cade piuttosto a puntino dopo gli ultimissimi eventi accaduti in città e nella provincia. A partire dagli inizi di settembre, infatti, Viterbo sembra essere stata presa d’assalto da situazione fuori dal “normale”, almeno per la tranquillità che spesso aleggia nella Tuscia. Si è partiti la sera del Trasporto della Macchina di Santa Rosa con l’episodio del fumogeno. Poi, sempre la stessa notte, è stata la volta della grande rissa a piazza del Gesù dove a un ragazzo è stato tagliato un pezzo d’orecchio con un coltello, ma non solo, la stessa sera anche il consigliere comunale Grancini è stato aggredito violentemente da un gruppo di ragazzi che lo hanno preso a calci e pugni. Il giorno dopo, per non farsi mancare nulla, è scoppiata un’altra rissa in cui un 16enne è stato accoltellato.
Recentemente, inoltre, altri gravi episodi hanno colpito Viterbo. In primis l’aggressione e la conseguente morte di Federico Venzi: massacrato di botte da un 22enne per qualche parole di troppo rivolta alla sua ragazza. Venzi è stato lasciato a terra agonizzante ed è morto a causa delle ferite riportate una volta arrivato a Belcolle. Una striscia di sangue, quindi, che parte dall’inizio del mese e arriva fino agli ultimi giorni, con episodi di una spietatezza fuori dal normale.
Mai Viterbo ha dovuto affrontare simili situazioni. Anche nel periodo in cui la “rivalità” fra giovani di estrema destra e di estrema sinistra era all’apice – qualche anno fa – si sono viste cose del genere. Di sicuro nessuno è mai stato malmenato così tanto da morire per le percosse. Ma allora perché tutto d’un tratto si è arrivati a questo punto? Come si è arrivati dalla semplice rissa da locale o per motivi politici, a uscire di casa con addosso un coltello pronti a usarlo in caso di necessità?
Sicuramente ognuno avrà le sue idee e qualcuno su cui puntare il dito: la sempre maggiore presenza di immigrati è un evergreen per questo genere di cose. Alla base di tutto, almeno per me, invece c’è una deriva della morale giovanile. Sempre più annoiati e cinici verso gli altri. Un lento imbarbarimento culturale che sfocia in alcuni casi nella violenza estrema o nel ritorno al consumo di quelle droghe pesanti che pensavamo, o speravamo, fossero sparite da tempo. Non è ovviamente mia intenzione generalizzare la gioventù moderna, ma i casi continuano a moltiplicarsi e quest’ultimo mese anche Viterbo ne ha avuto la prova.
E allora ci si chiede anche cosa possa fare un summit fra le alte cariche viterbesi per arginare questa follia. Quali paletti si possono apporre? Saranno d’aiuto a bloccare la violenza o creeranno ancora più distacco tra la classe politica e i giovani? C’è una vera soluzione al problema o si deve aspettare che la situazione torni normale da sé? Ovviamente sono domande che troveranno risposta solo con il tempo. Intanto continuiamo a sperare che a Viterbo, e un po’ ovunque, non si debba più assistere a episodi del genere. A persone che vengono uccise a pugni, a ragazzi che si ritrovano ferite da coltello e ad adulti che non possono girare tranquilli per le strade senza aspettarsi di venir aggrediti alle spalle da un gruppo di ragazzini.


















