Omicida che stava scontando pena alternativa riportato a Mammagialla per comportamenti scorretti
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VITERBO - L’uomo, affidato ad una locale comunità come provvedimento alternativo alla detenzione in carcere, nel corso del suo soggiorno metteva ripetutamente in essere comportamenti non idonei.

VITERBO – Lo scorso 13 marzo personale della Polizia di Stato della Squadra Mobile della Questura di Viterbo ha dato esecuzione al decreto di sospensione provvisoria della misura alternativa, emesso dal Magistrato di Sorveglianza di Viterbo, nei confronti di un 75enne, afflitto da una condanna definitiva per il reato di omicidio colposo con fine pena prevista nel settembre del 2025.

L’uomo, affidato ad una locale comunità come provvedimento alternativo alla detenzione in carcere, nel corso del suo soggiorno metteva ripetutamente in essere comportamenti non idonei e scorretti facendo diventare la sua permanenza incompatibile con la struttura che lo ospitava.

L’Autorità giudiziaria competente ha così disposto la sospensione della misura alternativa.

I poliziotti lo hanno tratto in arresto ed associato presso la locale Casa Circondariale “Nicandro Izzo”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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