Oltre duecento viterbesi alla marcia per la pace da Perugia ad Assisi
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Tante le associazioni e i privati intervenuti. A rappresentare il Comune è arrivato Paolo Moricoli, consigliere comunale con delega alla Pace

Oltre duecento viterbesi alla Marcia della Pace Perugia-Assisi di ieri. Molte le associazioni che hanno partecipato all’importante iniziativa e che prima dell’alba sono partiti alla volta di Perugia. A rappresentare istituzionalmente Viterbo è stato il consigliere comunale con delega alla pace Paolo Moricoli, con il Gonfalone della città scortato dagli agenti di Polizia Locale.

“Ventiquattro chilometri di marcia nel nome della pace e della fraternità – ha sottolineato il consigliere Moricoli -. Gente di tutte le età, rappresentanti di associazioni, di istituzioni,  e soprattutto tante scuole, elementari e medie. Partecipare alla marcia della pace non risolve i problemi che esistono nel mondo e non evita tragedie annunciate o meno. È però un segnale, un gesto simbolico per vincere l’indifferenza e la rassegnazione. Un gesto condiviso sia fisicamente che spiritualmente con migliaia di persone. E Viterbo ha mostrato come sempre sensibilità e attenzione nei confronti di questo importante evento che ogni anno richiama migliaia e migliaia di persone”.

Il Comune di Viterbo ha aderito anche formalmente all’iniziativa sottoscrivendo nei giorni scorsi un’apposita delibera e stanziando un contributo per le spese organizzative riguardanti la partecipazione alla marcia.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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