Oltraggiata l'iniziativa 'Benvenuto Pellegrino'. Tolleranza zero per "gli zozzoni"
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Serve una politica di "tolleranza zero" verso chi scarica e abbandona rifiuti per le strade e campagne viterbesi. E' necessaria un'azione sinergica tra Comune e autorità preposte al controllo e alla vigilanza del territorio.

L’immondizia e l’inciviltà sono sempre più senza quartiere a Viterbo. Gli organizzatori della pregevole iniziativa ‘Benvenuto Pellegrino’ scrivono alla nostra redazione per segnalarci un fatto abbastanza grave. Uno dei siti che con grande fatica erano stati ripuliti, e che nei prossimi giorni sarà “arredato” con tavoli e panche, è stato di nuovo invaso da rifiuti scaricati abusivamente.

Palazzo dei Priori, in accordo con le forze preposte alla tutela e vigilanza del territorio, farebbe bene a stilare un protocollo di “tolleranza zero” verso gli scaricatori selvaggi di rifiuti. Questa è la richiesta che viene da tantissimi cittadini e a cui si unisce La Fune.

IL COMUNICATO 

Carlo Alberto Trecci copromotore di Benvenuto Pellegrino con Zerowaste Viterbo, Ass. Mr. Jack e Comitato Valorizziamo Castel d’Asso

Non è l’ennesimo selvaggio abbandono di rifiuti che vogliamo segnalare ma l’oltraggio che questo produce in tutti noi che abbiamo collaborato all’iniziativa Benvenuto Pellegrino. Non più tardi di tre mesi fa abbiamo costruito un’iniziativa che valorizzasse il percorso della Francigena Viterbese e a partire da esso, un modo diverso di accogliere i pellegrini che attraversano il nostro territorio e quindi un modo diverso di tutelarlo e di vivere le relazioni cittadine.

Un indispensabile tassello di costruzione civica che pur guardando a obiettivi di medio termine strizza l’occhio a cambiamenti comportamentali immediati. Sono anche stati individuati due punti del percorso che rendessero concreto, evidente e permanentemente pedagogico, il concetto di accoglienza: il recupero di zone degradate con allestimento di due punti ristoro/pic-nic, dotati di tavoli, panche e una tavola illustrata sul percorso storico e la città. La preparazione e il recupero ambientale dei siti, ha coinvolto cittadini residenti di buona volontà che hanno fatto rete con l’amministrazione comunale chiamando in causa anche la società di servizio Viterbo Ambiente.

Il posto è preparato e i tavoli sono in arrivo.   Tra lunedì 25 e martedì 26 agosto, uno dei siti, presso la strada del Risiere, è stato nuovamente oltraggiato con l’abbandono di diversi metri cubi di infissi e mobilia, scaricati proprio laddove con fatica e dedizione è stato preparato e ripulito.   Chiedo alla città di indignarsi e agli amministratori conseguentemente di riassumere quel ruolo guida di cui la città ha bisogno, per riprendere e tutelare un cammino civico abbandonato e trascurato da tempo.

Dobbiamo tutti insieme coagulare la necessaria energia, premessa di un indispensabile cambiamento, riappropriandoci di cura e attenzione, verso il territorio, fatto di ambiente, persone residenti e relazioni. Eppure può e deve esistere un altro modo e dipende da noi. Cominciamo dal circoscrivere e combattere duramente il malcostume di chi riversa le proprie convenienze sugli altri, su tutti noi.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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