Oliveti abbandonati e recuperati, la Rai a Montefiascone
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MONTEFIASCONE - Con il programma "Unomattina in famiglia” di Rai Uno sabato 6 Aprile.

MONTEFIASCONE – Sabato 6 aprile la storia del  recupero degli oliveti abbandonati nella Tuscia riportati in vita e in produzione dal giovane imprenditore agricolo, Pierluigi Presciuttini, con il suo frantoio a Montefiascone saranno i protagonisti di un servizio realizzato dal regista Riccardo Nisini, con la conduttrice Maria Elena Fabi per il contenitore mattutino del weekend di Rai 1, “Unomattina in famiglia”.

Da alcuni di questi oliveti abbandonati, Pierluigi Presciuttini, produce un olio di eccellenza, raccolto e spremuto “…diNotte”. 

Effettuando la raccolta notturna evita i processi di ossidazione dovuti alla luce solare, le temperature più basse inoltre non innescano processi fermentativi.

Immediatamente dopo l’estrazione l’Olio Evo viene  microfiltrato ed imbottigliato in atmosfera protetta all’interno di un contenitore realizzato in uno speciale vetro violetto impenetrabile alla luce solare che, bloccando l’intero spettro luminoso, garantisce una protezione ottimale dai processi d’invecchiamento e aumenta la durata nel tempo delle caratteristiche pregiate ottenute da una raccolta precocissima. 

I valori di acido oleico libero ed il numero dei perossidi rimangono quindi molto bassi ed invariati, anche i polifenoli ne traggono giovamento.

 

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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti mediante microtelecamere collegate al nervo ottico. Si va verso un uomo sempre più cibernetico? Fino all’estremo: perché per ora l’unico organi insostituibile appare il cervello… dove si formano i nostri pensieri e conserviamo il senso della nostra identità…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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