Olio, cala la produzione in tutte le province del Lazio
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A renderlo noto sono i dati diffusi dal Consorzio olivicolo italiano (Unaprol) durante l’evento “Olio Extravergine, le strategie per rilanciare il settore”, organizzato presso l’Ara Pacis di Roma.

Drastico calo della produzione di olio in Lazio. A renderlo noto sono i dati diffusi dal Consorzio olivicolo italiano (Unaprol) durante l’evento “Olio Extravergine, le strategie per rilanciare il settore”, organizzato presso l’Ara Pacis di Roma.

Nel 2018 le provincie di Rieti e Latina hanno registrato un drammatico -58% rispetto all’anno precedente. Non se la passano bene neanche Roma e Frosinone la cui produzione è diminuita del 38% nella Capitale e del 46% nella provincia ciociara. Male anche Viterbo se pure in misura minore rispetto alle altre province. La Tuscia, infatti, registra una lieve flessione del 3% e un aumento netto della produzione concentrato in alcune zone del viterbese: come nel caso del comune Canino, dove la resa delle olive risulta comunque diminuita rispetto all’anno precedente.

“A incidere pesantemente – spiega una nota della Coldiretti – sono state le gelate di febbraio e marzo che hanno danneggiato e compromesso migliaia di ulivi e gli eventi atmosferici estremi nel pieno del periodo della raccolta, tra ottobre e novembre, con trombe d’aria nella provincia di Latina e bombe d’acqua a Roma e in Sabina”.

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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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