Olimpiadi 2024 e il sogno di Insogna di portarne un pezzettino anche a Viterbo
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Gli Stati Generali La Fune
Olimpiadi 2024, una grande occasione per Roma ma anche per un'area più vasta. Ieri il premier Renzi ha di fatto ufficializzato la candidatura dell'Italia e a Viterbo si è accesa qualche lampadina.

Il premier Matteo Renzi ha ufficializzato la candidatura di Roma a ospitare le Olimpiadi del 2024 e aperto un discorso interessante, che parla di coinvolgimento, sul resto del Paese.

Il Comitato Internazionale Olimpico infatti riconosce la possibilità, per lo stato ospitante, di realizzare un’area vasta coinvolta dall’importante evento sportivo. Renzi ha evidenziato, nei suoi discorsi, l’importanza di questa possibilità. Tra le tante frasi scritte ieri dai giornali nazionali ce n’è una che ha fatto accendere qualche lampadina anche a Viterbo.

In pratica è vero che il Cio indica la possibilità di un’area vasta, ma consiglia di non esagerare. Indicando come opportuno il coinvolgimento di un’area quasi metropolitana, non più distante di un’ora e mezza dalla capitale. Realizzare un progetto poco compatto rischia di determinare l’esclusione dalla competizione, dove la città eterna dovrà giocarsela con realtà come Parigi e Berlino.

“Si apre una potenziale occasione per la nostra provincia – ha commentato il delegato allo Sport del Comune di Viterbo Sergio Insogna -. Sapevamo già di questa possibilità dell’area estesa e vogliamo ragionarci, giocando di sponda anche con la Regione Lazio. Mi auguro che questa lampadina si sia accesa in diverse teste del nostro territorio. Non dobbiamo rimanere tagliati fuori come accadde con Italia Novanta. E’ vero che i nostri impianti non sono il top, ma proprio le Olimpiadi possono essere l’occasione per interventi migliorativi”.

A questo punto, con la candidatura annunciata, si apre per l’Italia un luogo lavoro di progettazione che durerà due anni. Soltanto nel 2017 il Cio deciderà la capitale chiamata a ospitare i giochi del 2024.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

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