Oggi l'ultimo saluto al grande Rodolfo, Arena: "Sempre al lavoro, con il sorriso"
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VITERBO - La morte del noto barista Rodolfo Perazzino ha toccato l'intera città. In queste ore anche il sindaco Giovanni Arena ha sentito la necessità di mandare un messaggio di saluto e cordoglio alla famiglia.

VITERBO – La morte del noto barista Rodolfo Perazzino ha toccato l’intera città. In queste ore anche il sindaco Giovanni Arena ha sentito la necessità di mandare un messaggio di saluto e cordoglio alla famiglia.

“Oggi Viterbo darà l’ultimo saluto a Rodolfo Perazzino. Per tutti i viterbesi, semplicemente Rodolfo. Bastava dire il nome, e si capiva il luogo. Tutti lo conoscevano per il suo bar, che con grande impegno e passione, ogni giorno, portava avanti insieme ai suoi familiari. Era sempre lì.

Dietro il bancone a servire i suoi clienti, o con un vassoio in mano, con una colazione da portare al tavolo, insieme a un sorriso. Pensando a lui mi vengono in mente tanti bei momenti della mia adolescenza.

Andavo sempre molto volentieri nel suo bar e mi intrattenevo con la sua adorabile famiglia, anche solo per una battuta. Mi mancherà moltissimo la sua simpatia, la sua signorilità, nei gesti e nelle parole. Ai suoi familiari un caloroso abbraccio e le più sentite condoglianze”. Queste le parole del sindaco Arena.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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