Oggi inizia la Fase 2: stop all’autocertificazione e via libera agli incontri con gli amici
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VITERBO - Il governo italiano allenta ulteriormente le misure restrittive di contenimento del Coronavirus. A partire da oggi non solo riapriranno bar, ristoranti, parrucchieri e centri estetici ma verrà lasciata maggiore libertà negli spostamenti all’interno della stessa regione, oltre alla possibilità di vedere gli amici e di spostarsi verso le seconde case se all’interno della regione di residenza.

VITERBO – Da oggi si entra nella nuova fase della fase 2 dell’emergenza Coronavirus in Italia. Il gioco di parole non è un caso: dopo un primo allentamento delle misure restrittive per contenere la pandemia avviato lo scorso 4 maggio, il governo ha concesso un ulteriore alleggerimento, dando la possibilità ai cittadini di spostarsi più liberamente, con il conseguente stop all’autocertificazione, di incontrare anche gli amici, oltre ai famosi congiunti, ed eventualmente raggiungere le seconde case se all’interno della regione di residenza. I dati epidemiologici degli ultimi giorni mostrano come la curva dei contagi sia attualmente sotto controllo, ragion per cui sempre dal 18 potrebbero riaprire bar, ristoranti, parrucchiere e centri estetici. Al momento si tratta di ipotesi, per cui il condizionale è d’obbligo. La conferma arriverà soltanto con la firma del prossimo Dpcm che dovrebbe contenere questi provvedimenti.

Tra le novità che entrano in vigore c’è lo stop all’autocertificazione. Il modulo, di cui sono state realizzate varie versioni durante la fase 1 e nella prima parte della fase 2, è abolito per gli spostamenti all’interno della stessa regione, che saranno di fatto resi più liberi. Non bisognerà, dunque, più giustificare se si esce di casa per motivi non di stringente necessità. Un allentamento, da questo punto di vista, c’è già dal 4 maggio. Nella direttiva inviata dal Viminale ai prefetti si legge infatti che “le circostanze giustificative di tutti gli spostamenti ammessi, in caso di eventuali controlli, possono essere fornite nelle forme e con le modalità consentite. La giustificazione del motivo di lavoro può essere comprovata anche esibendo adeguata documentazione fornita dal datore di lavoro (tesserini o simili) idonea a dimostrare la condizione dichiarata”. Per la mobilità tra regioni diverse, invece, bisognerà aspettare ancora: la data a cui l’esecutivo pensa è il primo giugno, ma tutto dipenderà dall’andamento epidemiologico e dai dati dei prossimi giorni in base al monitoraggio del Ministero della Salute.

Da 18 maggio è eliminato il vincolo che consente gli spostamenti solo per far visita ai congiunti, oltre che per necessità, lavoro e motivi di salute. Dunque, si potrà andare a cena con gli amici ed è probabile anche il via libera ai soggiorni nelle seconde case, se si trovano nella regione di residenza. Sempre da lunedì prossimo riapriranno bar, ristoranti e parrucchieri. Ci saranno linee guida e regole generali uguali per tutti e differenziazioni territoriali a seconda dell’andamento della curva del contagio: in caso di risalita, il governo potrà intervenire per disporre nuove chiusure, stando a quanto stabilito durante l’incontro dei giorni scorsi tra il premier Giuseppe Conte, i ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia e i governatori. Proprio in vista della ripartenza di queste attività, sono arrivate le linee guida di Inail e Istituto superiore di Sanità, che dettano le regole per far ripartire ristoranti, bar e parrucchieri, che dovranno rispettare e garantire distanziamento sociale, oltre che per sdraiarsi in spiaggia, a partire però dal primo giugno.

 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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