Odissea idrica a Corchiano, un intero paese a secco: rabbia per le autobotti insufficienti, a tarda sera la svolta al pozzo del Cenciano
tubi
aiac_banner_02
A far saltare i nervi alla popolazione è stata la gestione dei soccorsi, in particolare quella delle autobotti inviate in paese durante la notte. Due cisterne. Due, per una comunità di quattromila abitanti.

CORCHIANO – Ventiquattr’ore senza un filo d’acqua nei rubinetti. Nel 2026. Basterebbe questo dato, nudo e crudo, per fotografare il livello di esasperazione che in queste ore sta surriscaldando gli animi a Corchiano. Un intero paese di quattromila anime paralizzato, con le scuole sbarrate, i bar e i ristoranti messi in ginocchio e i cittadini costretti a fare i conti con un’emergenza igienico-sanitaria che sa di preistoria.

Il blackout idrico è scattato intorno alle 19 di martedì 19 maggio. Un guasto pesante, profondo, alla spina dorsale della rete. Da quel momento, il vuoto. Le ore passano, la notte scorre e la mattina successiva la situazione, anziché migliorare, si incanala sui binari del caos. Il sindaco fa l’unica cosa possibile per evitare il collasso sanitario nelle aule: firma l’ordinanza numero 24 e chiude tutte le scuole di ogni ordine e grado per l’intera giornata del 20 maggio.

Ma la vera tempesta, come spesso accade quando si parla di acqua nella Tuscia, non è solo sotto terra, tra le tubature rotte. È in superficie, tra la gente. Nel mirino della protesta, violentissima, ci finiscono i bersagli di sempre: la Talete, il gestore del servizio idrico, e la stessa amministrazione comunale, accusate di una gestione dell’emergenza definita “inadeguata e tardiva”.

A far saltare i nervi alla popolazione è stata la gestione dei soccorsi, in particolare quella delle autobotti inviate in paese durante la notte. Due cisterne. Due, per una comunità di quattromila abitanti. Il risultato era ampiamente prevedibile: le autobotti sono state prese d’assalto e si sono svuotate nel giro di pochissimi minuti, lasciando la stragrande maggioranza dei residenti con i secchi vuoti in mano e la rabbia in corpo. E il danno economico, oltre a quello logistico, è già pesante. Chi ha un’attività a Corchiano oggi ha dovuto lavorare a scartamento ridotto, se non abbassare parzialmente la serranda per l’impossibilità di garantire i requisiti minimi di pulizia.

A gettare benzina sul fuoco del malcontento è stata poi la totale incertezza sui tempi di ripristino. Nelle ore calde dell’emergenza è circolato un comunicato che parlava genericamente di problemi alle tubature, ma senza l’ombra di un cronoprogramma, senza un’indicazione precisa su quando l’acqua sarebbe tornata a scorrere. Una mancanza di comunicazione che ha esasperato ulteriormente gli animi.

La svolta, parziale ma attesissima, arriva soltanto a tarda sera. Intorno alle 22 di questo mercoledì 20 maggio, una nota ufficiale di Talete prova a gettare acqua sul fuoco delle polemiche: i complessi interventi di riparazione presso il pozzo del Cenciano sono andati a buon fine. I tecnici hanno completato i lavori sulla struttura e, proprio in queste ore, sono scattate le operazioni di riempimento del “fungo” e dell’intero acquedotto comunale. Un processo lento, che richiede ore per rimettere in pressione i chilometri di condotte sotterranee, ma che segna l’inizio della fine del tunnel.

La conferma che il peggio sia alle spalle arriva anche sul fronte scolastico: il Comune ha già fatto sapere che l’allarme igienico è rientrato e che le scuole di ogni ordine e grado da giovedì 21 maggio riapriranno regolarmente i battenti. Corchiano prova così a ritrovare la sua normalità dopo una giornata da dimenticare, ma una cosa è certa: la richiesta di chiarimenti sulla fragilità di una rete strutturalmente debole stavolta non si fermerà insieme ai lavori di riparazione.

Stati Generali 02 800x120
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
domenicale post
lafune_300 x 600
Foto Fisioterapy Center
POST FB 02
aiac_banner_01
Masicar300x300-optimize
monastero interno
asvis 2
TdP_Inalazioni
Onda
Fune 300x300
Jeep_Compass_apex_300x300_200