Occhio alla bolletta: il 30 scadeva la Tari
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Se vi siete scordati la Tari, c’è ancora tempo: per chi non ha ricevuto l’avviso o lo ha ricevuto in ritardo non ci sarà nessuna mora. Il 30 settembre è scaduto il termine per il pagamento della prima rata della Tassa sui Rifiuti relativa all'anno 2016.

Se vi siete scordati la Tari, c’è ancora tempo: per chi non ha ricevuto l’avviso o lo ha ricevuto in ritardo non ci sarà nessuna mora. Il 30 settembre è scaduto il termine per il pagamento della prima rata della Tassa sui Rifiuti relativa all’anno 2016.

Qualora non fossero pervenuti gli avvisi di pagamento è possibile richiederne una copia direttamente agli uffici tributari del Comune di Viterbo –  situati a piazza del Plebiscito 6, aperti da lunedì a venerdì dalle 10 alle ore 12, e nei giorni di martedì e giovedì anche dalle 15 alle 16.30, oppure direttamente tramite e-mail all’indirizzo indirizzo: tari@comune.viterbo.it .

“Voglio tranquillizzare i contribuenti su un aspetto – ha spiegato l’assessore ai tributi Luisa Ciambella –. Nel caso di richiesta di ristampe degli avvisi di pagamento non ricevuti, o nel caso di ricevimento degli stessi dopo la data di scadenza, il Comune non applicherà alcuna mora. Basta effettuare il pagamento entro i quindici giorni successivi al ricevimento”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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