Nuvole "a mammella" sui cieli della Tuscia, è "foto-mania"
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Uno spettacolo naturale che ha lasciato i viterbesi col naso all'insù. Ecco cosa sono le spettacolari "nubi mammatus".

VITERBO – Non è un effetto speciale, né il set di un film di fantascienza: nella giornata di giovedì 25 giugno, il cielo sopra la Città dei Papi (e buona parte della provincia) si è trasformato in una tela viva, regalando uno spettacolo insolito che ha immediatamente scatenato una vera e propria “fotomania”. Migliaia di viterbesi, incuriositi da una conformazione nuvolosa mai vista prima, hanno immortalato il fenomeno, intasando i social con scatti che ritraggono un cielo coperto da misteriosi lobi tondeggianti.

Ma cosa abbiamo visto realmente? Per molti si è trattato di un evento inspiegabile, ma la meteorologia ha risposte chiare. Le nuvole, che sono formazioni di vapore acqueo condensato, variano la loro forma in base a numerosissimi fattori: masse d’aria, temperatura, vento e conformazione del suolo. Solitamente, l’aria calda sale dal suolo riscaldato dal sole — proprio come una mongolfiera — fino a raggiungere un livello di pressione tale da generare la condensazione. È per questo che i classici cumuli hanno una base lineare e la sommità batuffolosa.

Nel Viterbese si è verificata una situazione particolare. Il vapore, subito dopo la condensazione, ha incontrato uno strato di aria densa e fredda che ne ha invertito l’evoluzione. Questo processo di rapido raffreddamento ha provocato un aumento del peso specifico e una discendenza repentina, creando la caratteristica forma a “mozzarella” sospesa tra due masse d’aria che non riuscivano a trovare un equilibrio.

Ciò che abbiamo osservato sono le celebri “nubi mammatus” (o mammatocumuli). Il nome deriva dal latino mamma, che significa “mammella” o “seno”, a causa della loro inconfondibile forma a grappolo nella parte inferiore della nube.

È importante sottolineare che le mammatus non sono un “tipo” di nuvola a sé stante, ma una caratteristica che può manifestarsi in condizioni di forte instabilità atmosferica. Si formano solitamente in presenza di correnti ascensionali particolarmente intense o in condizioni di aria estremamente umida a basse quote, tipiche di una giornata caratterizzata da afa estiva unita a gradienti di temperatura significativi.

La “fotomania” che ha colpito la Tuscia è dunque più che giustificata: assistere a un simile gioco di equilibri atmosferici non capita tutti i giorni. Il consiglio per i viterbesi è quello di continuare a guardare in alto, ma con la consapevolezza che, dietro questo scenario quasi surreale, c’è la affascinante e complessa danza della meteorologia.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Per quindici anni la madre del grande Napoleone fu sepolta nella chiesa delle Monache Passioniste a Tarquinia.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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