Nuovo Spdc di Belcolle, la Regione stanzia tre milioni e mezzo di euro
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VITERBO - Il progetto, realizzato dagli uffici tecnici della Asl viterbese, è finalizzato alla costruzione di una nuova struttura annessa al presidio ospedaliero che occuperà una superficie di circa 2mila metri quadrati, di cui 1.200 coperti, oltre a un nuovo collegamento stradale per l’accesso diretto alla struttura che partirà dal parcheggio esistente sul lato retrostante alla piastra tecnologica di Belcolle.

VITERBO – La Regione Lazio, nell’ambito del programma degli interventi, della ripartizione e dell’assegnazione delle relative risorse finanziarie alle aziende sanitarie e ospedaliere, con decreto della giunta regionale 723, lo scorso 3 novembre ha concesso alla Asl di Viterbo la somma di oltre 3milioni e mezzo di euro per la realizzazione del nuovo SPDC di Belcolle.

Il progetto, realizzato dagli uffici tecnici della Asl viterbese, è finalizzato alla costruzione di una nuova struttura annessa al presidio ospedaliero che occuperà una superficie di circa 2mila metri quadrati, di cui 1.200 coperti, oltre a un nuovo collegamento stradale per l’accesso diretto alla struttura che partirà dal parcheggio esistente sul lato retrostante alla piastra tecnologica di Belcolle. È prevista, inoltre, la realizzazione di un’area esterna protetta per i pazienti, di fronte alle stanze di degenza, per lo svolgimento di attività collettive e terapeutiche come giardinaggio ed esercizi fisici.

L’edificio verrà realizzato su un unico livello e sarà organizzato in modo da separare le degenze psichiatriche dagli ambienti di servizio. La suddivisione è stata effettuata così da realizzare aree omogenee che devono soddisfare esigenze diverse. L’area di ricovero e assistenza comprenderà otto stanze doppie di degenza con servizi igienici, una medicheria baricentrica rispetto alle degenze, per facilitare il personale sanitario nella attività di controllo dei pazienti, una sala soggiorno per relax, lettura, svago e mensa, un locale per tabagisti. Nell’area di servizi e gestione saranno presenti una sala d’attesa per i visitatori, delle sale dedicate agli operatori sanitari, locali per colloqui individuali e collettivi, un ambiente per la riabilitazione psichiatrica, una sala riunioni per lo staff medico, due stanze per il day hospital e la relativa medicheria, servizi igienici e spogliatoi per il personale.

Per quanto riguarda i requisiti strutturali, impiantistici e tecnologici, il progetto, oltre ad attenersi a quanto previsto dalla normativa vigente, propone soluzioni innovative sotto il profilo della sicurezza, anche in considerazione della specificità del reparto, del confort, della protezione e del rispetto dell’ambiente e del risparmio energetico.

“La realizzazione del nuovo Servizio psichiatrico di diagnosi e cura a Belcolle – commenta il direttore generale della Asl di Viterbo, Daniela Donetti – è un obiettivo strategico al quale abbiamo lavorato con serietà e con una visione chiara, al fine di rispondere adeguatamente alle richieste che, in tal senso, negli anni ci sono sopraggiunte dai pazienti, dai loro cari e dagli stessi operatori sanitari. Il finanziamento erogato dalla Regione Lazio è motivo di grande soddisfazione anche per tutti i professionisti aziendali che hanno lavorato al progetto e che intendo ringraziare pubblicamente. Le note criticità strutturali che interessano l’Spdc viterbese, si sono accentuate con l’emergenza Coronavirus. Periodo nel quale le aziende sanitarie, a livello ospedaliero, si sono trovate nella condizione stringente di dover porre in essere, in tempi ristretti, dei cambiamenti organizzativi e strutturali, volti a ridisegnare i servizi, le attività e gli spazi. Cambiamenti che a Belcolle, come è noto, hanno interessato anche l’Spdc. Per tutte queste motivazioni, abbiamo lavorato all’idea di una nuova struttura di moderna concezione, in termini di layout e di efficienza energetica, in grado di integrare le esigenze sanitarie e di sicurezza con le caratteristiche tipiche di una residenza, secondo i principi di ergonomia, flessibilità e funzionalità”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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