

Ieri è stato eletto il nuovo cda della Talete, la società che gestisce l’impianto idrico di Viterbo e parte della provincia. Le polemiche non sono mancate, a partire da quella del centrodestra, che dopo ore di attesa in buona parte si è alzata e ha lasciato l’aula di via Saffi. Quelli che sono rimasti tra i banchi, hanno evitato di votare al momento della presentazione dei candidati.
Una squadra, quindi, tutta targata Pd, con due consiglieri portati dalla Provincia e uno dal Comune di Viterbo. “Candidati lontani dalla politica” assicurava pochi giorni fa il presidente Mazzola. Ma è veramente così? Conosciamo già i loro nomi: Salvatore Parlato, presidente del cda, Giovanna Marini, la vice, e Giampaolo De Paulis, ma chi sono?
Parlato, 42 anni, siciliano, una laurea in Economia e Commercia presa alla Cattolica di Milano, ha alle spalle diversi incarichi di spessore per il mondo della politica. Uno affidatogli dal Ministero delle Politiche Agricole, uno dall’assessorato al Bilancio del Comune di Roma, un altro ancora dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. L’incarico che spicca maggiormente all’occhio, però, è quello come consulente economico per il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, forse per la tempesta mediatica che negli ultimi tempi ha travolto il governatore.
Giovanna Marini, 54 anni, è la direttrice generale della Fondazione Patrimonio Comune dell’Anci. Anche lei ha ricoperta vari incarichi per la Pubblica Amministrazione, ma non solo. Nel 2013 è stata candidata per le regionali nella lista del Pd. Questo, crediamo, che la renda ben poco lontana dalla politica, come affermava invece il sindaco di Tarquinia.
De Paulis, infine, è già noto negli ambienti viterbesi, visto che lo stesso Michelini lo chiamò a supporto del bilancio di previsione del 2015. Lo stesso Sindaco di Viterbo, infatti, ha imposto il suo nome e fra i tre sembra essere decisamente quello più “tecnico”.
Riuscirà questo nuovo team a risollevare le sorti della società viterbese? Staremo a vedere. Intanto Talete continua ad avere un buco di 4 milioni di euro, motivo per il quale Michelini avrebbe preferito aspettare per eleggere il nuovo cda, in modo da applicare le due diligence iniziate con il precedente consiglio d’amministrazione. “Ritengo – ha spiegato Michelini al tavolo – che forse oggi sarebbe prematuro eleggere il cda. Il lavoro d’analisi economica dovrebbe essere integrato alla luce dei nuovi rilievi fatti”.
Ora che la cosa è fatta, però, non ci si può tirare indietro, buco o meno. I “tecnici” valuteranno il da farsi e se e quanto la società vada ricapitalizzata. Un pensiero che tiene svegli i sindaci che fanno parte del consorzio della società idrica, visto che i soldi per ricapitalizzare dovranno essere presi per forza dalle casse comunali dei soci. E per quanto riguarda, invece, i Comuni che finora si sono astenuti dall’entrare in Talete? Come si comporterà la Provincia in proposito?

















