Nuove telecamere a Viale Trieste, Bagnaia, Valle Faul e Poggino
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VITERBO - "Prosegue il piano Viterbo Sicura, con l’obiettivo di raggiungere un maggiore livello di sicurezza e decoro in città". Queste le parole della sindaca Chiara Frontini.

VITERBO – Nuove telecamere montate in questi giorni dal Comune nella zona calda di Viale Trento. La stessa operazione è stata compiuta su Viale Trieste, Bagnaia, rotatoria di Valle Faul e 8 nuovi occhi elettronici sono stati installati nella zona artigianale e commerciale del Poggino.

“Prosegue il piano Viterbo Sicura, con l’obiettivo di raggiungere un maggiore livello di sicurezza e decoro in città”. Queste le parole della sindaca Chiara Frontini.

Le telecamere vogliono essere un deterrente verso comportamenti lesivi delle persone e dei beni o utili a contrastare reati di strada come lo spaccio. Rappresentano inoltre uno strumento che permette, in caso di crimini, di agevolare l’individuazione degli autori. 

L’installazione delle telecamere inoltre contribuisce a migliorare la percezione di sicurezza dei cittadini, che è il vero tema su cui è importante insistere perché i dati raccolti dalla Questura raccontano una città sostanzialmente tranquilla e a bassa intensità criminale ma una serie di episodi di cronaca ha contribuito ad alimentare timori presso la cittadinanza. 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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