Nuove case al Murialdo/chiesa di Villanova - Trovato l'emendamento della concordia
Murialdo
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Nei giorni scorsi si era alzato un polverone sull'operazione che vedrebbe la realizzazione di nuovi appartamenti al Murialdo in cambio della nuova chiesa di Villanova. In terza commissione maggioranza e opposizione trovano una via d'uscita.

Nuovi appartamenti al Murialdo e nuova chiesa di Villanova, la commissione Urbanistica chiede agli uffici di preparare un emendamento da mandare in consiglio insieme a tutto il resto della pratica.

La questione è diventata bella calda nei giorni scorsi, ma ora sta rientrando. Si tratta di un’operazione edilizia nell’area dell’ex collegio del Fanciullo, collegata alla realizzazione della nuova chiesa di Villanova. Tutto reso possibile da un’apposita legge regionale dell’era Polverini. Legge che consente per la realizzazione dei luoghi di culto di cedere al costruttore una cubatura pari al volume della chiesa stessa che si va a realizzare.

Così la costruzione della nuova chiesa di Villanova ha sbloccato per il costruttore la possibilità di sviluppare una certa cubatura altrove. Il fatto ha sollevato polemiche e qualcuno ha lanciato un allarme alla cementificazione del Murialdo.

La pratica è già stata approvata in commissione e dovrebbe essere discussa a breve in consiglio comunale. Dopo il polverone dei giorni scorsi però in commissione urbanistica si è deciso, con il comune accordo di maggioranza e opposizione, di preparare un emendamento da mandare in consiglio.

Della questione se ne è fatto carico il consigliere di Fratelli d’Italia Gianluca Grancini, che nei giorni scorsi aveva posto delle domande sui nuovi appartamenti. Lo stesso si relazionerà con gli uffici che dovranno preparare un emendamento in due punti: 1) fissare limite massimo d’altezza per le palazzine da realizzare in 15 metri; 2) l’obbligo da parte del costruttore di trasformare in viale alberato di libero utilizzo, cedendolo quindi al Comune, il tratto di propria proprietà di quella che dovrebbe diventare via Marmolada.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

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