Nuova Ztl, Ciucciarelli: “Il risultato è un coprifuoco, Amministrazione superficiale"
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Dopo l’ampliamento delle zone sottoposte a traffico limitato, Unione della Tuscia interviene per criticare una scelta che ritiene “superficiale e raffazzonata”

Dopo l’ampliamento delle zone sottoposte a traffico limitato, Unione della Tuscia interviene per criticare una scelta che ritiene “superficiale e raffazzonata”. “Sono giorni che riceviamo lamentele, corredate da foto e testimonianze, da parte degli operatori commerciali di quel tratto di Centro Storico cittadino che inizia da via San Lorenzo e termina alla fine di via Cardinal La Fontaine. La nuova ZTL ha avuto per la vitalità della zona gli effetti di un coprifuoco. Questa è la strada migliore per terminare l’opera di svalutazione degli immobili del Centro, già abbondantemente testimoniata dal crollo dei prezzi d’acquisto degli stessi”.

Unione della Tuscia poi attacca Michelini. “Nell’annotare per l’ennesima volta come l’Amministrazione agisca in modo raffazzonato e superficiale quando si tratta degli interessi di chi gestisce un’attività al Centro, rammento che prima di chiuderne sconsideratamente il traffico sarebbe stato opportuno attivare almeno un consistente servizio navetta dai principali parcheggi. Un sindaco euforicamente convinto di aver portato Viterbo “in linea con le altre Città dopo decenni di attesa” che dimentica come esistano famiglie che debbono sopravvivere del proprio lavoro non è il sindaco di tutti, caro Michelini. Gongolare all’annuncio che, previa comunicazione delle targhe alla polizia locale, clienti e fornitori potranno entrare comunque nella ZTL somiglia tanto a quelle piccole concessioni che venivano fatte al Ghetto di Varsavia per tenerne buoni i residenti in attesa di un viaggetto in treno”.

Poi la chiosa, con un’ipotesi legata al mercato immobiliare. “Forse che qualche importante e danaroso visitatore arrivato a Viterbo in occasione di Caffeina se ne sia così innamorato da convincerne gli amministratori a creargli le condizioni per comprarsi tutto a due soldi? A pensar male si fa peccato ma ci si azzecca sempre, e questa è più di una ipotesi”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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