Nuova vita per il Civico di piazza Crispi, dopo nove anni stanziati i soldi per un direttore
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L'intervento di Antoniozzi sana un rapporto, quello tra Palazzo dei Priori e il Museo Civico Rossi Danielli di piazza Crispi, che negli ultimi anni non è stato dei migliori.

VITERBO – Svolta al Museo Civico, Palazzo dei Priori si sveglia da un sonno durato nove anni e finalmente si attiva la procedura per individuare un nuovo direttore. L’ultimo risale all’epoca di Giulio Marini, poi il nulla. A compiere “il miracolo” la volontà dell’assessore alla Cultura Alfonso Antoniozzi, che dopo l’exit di Sgarbi si è preso in carico anche il Civico.

Con l’ultimo bilancio ha richiesto, e ottenuto, l’inserimento della cifra che permetterà di attivare la procedura per l’individuazione del nuovo direttore. In più ha aggiunto anche fondi per una prima promozione del Museo, a cui Palazzo dei Priori vuole dare centralità nella città

L’intervento di Antoniozzi sana un rapporto, quello tra Palazzo dei Priori e il Museo Civico Rossi Danielli di piazza Crispi, che negli ultimi anni non è stato dei migliori.

Da nove anni non c’è infatti un direttore del Museo, da quando l’ultimo se ne è andata in pensione non è più stato trovato un sostituto. Un fatto non da poco perché “no direttore, no denari”. Infatti i fondi regionali OMR (Organizzazione Museale Regionale), con bandi che escono ciclicamente ogni anno, non possono essere “attinti” se si è sprovvisti dell’organigramma e soprattutto della sua figura apicale, il direttore appunto.

E proprio l’assenza di un direttore è da stimolo a perplessità anche sulla vigilanza attivata sul patrimonio storico-artistico del Museo svolta negli ultimi anni. Un tema su cui il nuovo direttore farà prontamente chiarezza, verificando al suo ingresso la corrispondenza tra inventario dei reperti e i reperti stessi. Dopo tanti anni di limbo quella è la prima importante azione che qualsiasi professionista nominato direttore andrà a fare.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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