Nuova vita per il Bullicame, oggi l'apertura delle buste per i lavori al pozzo Sant'Albino
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VITERBO - I tecnici infatti ritengono che l'unico modo per riportare acqua nella Callara è tombare il pozzo San Valentino e aprire il Sant'Albino.

VITERBO – E’ il giorno, atteso, dell’apertura delle buste per l’affidamento dei lavori al pozzo Sant’Albino. Giornata importante perché una volta assegnati i lavori da parte di Palazzo dei Priori bisognerà attendere i tempi tecnici e al Bullicame dovrebbe tornare l’acqua.

I tecnici infatti ritengono che l’unico modo per riportare acqua nella Callara è tombare il pozzo San Valentino e aprire il Sant’Albino. La seconda mossa è l’inizio di un iter preciso che porterà alla chiusura del San Valentino e al ritorno in vita del Bullicame. A quel punto Palazzo dei Priori ha già pronti i soldi per la riqualificazione e il rilancio.

Dal 25 settembre 2014 una complicata situazione di pozzi ha dettato la fine del Bullicame, simbolo del termalismo viterbese. Dopo anni ancora la situazione non è risolta, anzi peggiorata. All’origine del tutto alcuni lavori presso il pozzo San Valentino, che hanno determinato dei cambiamenti nel sistema delle acque locali e quindi un venire meno dell’acqua al Bullicame. 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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