Nuova mozione di sfiducia in vista per Michelini
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Gli Stati Generali La Fune
La prima mozione di sfiducia aveva raggiunto la quota di 13 firme, necessarie per essere portata in consiglio comunale ma poi non era passata al momento del voto in aula. Questa volta, stando all'attuale situazione, passerebbe a maggioranza di 13 a 12, anche se i sette del Pd volessero restare fuori dalla partita.

Il Movimento Cinque Stelle prepara e mette sul tavolo, a disposizione dei consiglieri, una nuova mozione di sfiducia verso il sindaco Leonardo Michelini. Così lancia un appello a tutti i consiglieri di minoranza per firmarla ed estende l’invito anche ai sette consiglieri del Pd che non credono più in Michelini.

La prima mozione di sfiducia aveva raggiunto la quota di 13 firme, necessarie per essere portata in consiglio comunale ma poi non era passata al momento del voto in aula. Questa volta, stando all’attuale situazione, passerebbe a maggioranza di 13 a 12, anche se i sette del Pd volessero restare fuori dalla partita.

Non occorre che ci soffermiamo molto sulla situazione paradossale e tragicomica in cui versa la politica della nostra città. È sotto gli occhi di tutti quello che sta accadendo, le scaramucce e i battibecchi a mezzo stampa dei vari esponenti politici, il sindaco che crea un nuovo soggetto politico, stesse facce con nomi diversi al solito.

Ognuno agisca come crede, ma noi riteniamo che il vaso sia colmo e stia già traboccando e che i cittadini non possano più aspettare. La città ha bisogno di essere amministrata, possibilmente meglio.

Perciò, abbiamo preparato una seconda mozione di sfiducia per il sindaco che sarà a disposizione di tutti i consiglieri (e se diamo credito agli articoli sui giornali sono tanti) che ritengono che questa amministrazione abbia fallito e debba andare a casa.

Invitiamo perciò tutti i consiglieri di minoranza, e anche i sette del Pd ex maggioranza, a firmarla e a passare dalle chiacchiere ai fatti. Amate Viterbo? Dimostratelo firmando

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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