Nuova Macchina di Santa Rosa, le anomalie emerse durante l'apertura dei progetti in gara
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C'è chi ha scritto il motto sulla busta B, chi ha presentato il progetto in più plichi e chi non ha ricevuto il timbro del protocollo. La prima giornata di "spoglio" dei 46 lavori in gara per la nuova Macchina di Santa Rosa qualche notizia l'ha regalata.

Nuova Macchina di Santa Rosa, la corsa dei 46 progetti in gara è iniziata. I lavori della commissione chiamata a giudicare sono entrati nel vivo nella giornata di ieri, con la verifica che tutti i documenti siano al giusto posto.

Già ieri però sono saltate fuori delle anomalie. Un team in ballo ha infatti commesso un errore piuttosto significativo, che rischia di compromettere il suo cammino. Sulla busta B, dove sono contenuti i nomi dei realizzatori del progetto, è stato infatti riportato il motto identificativo “Specchio di luce”.

Altre anomalie riscontrate riguardano invece l’impacchettamento. In almeno due casi il progetto è arrivato non contenuto in un unico incarto, come previsto dal bando, ma in due parti.Tra le curiosità da raccontare alcune avventure della commissione che si è dovuta avventurare in almeno un paio di casi all’interno di armadietti da sbullonare per recuperare la busta B.

C’è poi il giallo del progetto numero 17. In pratica si tratta di un lavoro spedito. Sopra c’è l’orario di consegna del corriere ma non il timbro del protocollo del Comune. Sarà escluso?

Non sono mancati i botta e risposta tra i presenti, in massima parte tutte persone in gara, e i membri della commissione. C’è chi ha protestato ritenendo che dovessero essere mostrati al pubblico i progetti stessi. Cosa che non è avvenuta, perché la commissione ha svolto davanti ai presenti solo l’operazione di individuazione della busta A e B.

Tanto colore, con gli impacchettamenti dei progetti che hanno rivelato estro e fantasia. Dall’incartamento a fungo, passando per il mobiletto da bagno se ne sono visti di tutti i colori. E ancora non si sa nulla del contenuto.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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