Nuova Macchina di Santa Rosa, la commissione ha verificato i 46 progetti presentati. Una giornata estrosa
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Una giornata lunga, noiosa perché burocratica, ma anche estrosa. Questa è stata la seduta pubblica della commissione chiamata a decidere il nuovo modello della Macchina di Santa Rosa.

A “funghetto”, a “mobiletto da bagno” ricoperto con telo di plastica trasparente, a “scafandro” o talmente grandi da non passare dalle porte degli uffici comunali di via Garbini. Così si sono presentati davanti alla commissione i progetti per la nuova Macchina di Santa Rosa.

La gara entra nel vivo, oggi pomeriggio, dalle 15 alle 19, il dirigente del settore Cultura Stefano Menghini e gli altri pezzi della commissione hanno avuto filo da torcere.

Tra pennarelli e buste e pacchi e pacchetti e pacconi hanno avuto il battesimo del fuoco della commissione chiamata a scegliere l’erede di ‘FioredelCielo’.

I progetti sono stati “spacchettati”. La commissione torna a riuniersi domani alle 15.

18 progetti con annesso bozzetto, il plastico a tre dimensioni che permette una migliore visualizzazione del progetto. La commissione ha provveduto a verificare il corretto imbustamento del lavoro di ogni aspirante vincitore. A ogni busta A, contenente appunto il progetto, è stato affibbiato un numero casuale e sequenziale. Poi c’è la busta B, che contiene i nomi dei progettisti, che è rimasta sigillata. Rimarrà in tale stato fino all’ultima riunione della commissione, che come quella di oggi sarà aperta al pubblico. Riunione che svelerà il nome del trionfante e che con ogni probabilità si andrà a svolgere a fine mese.

Tantissimi i presenti all’appuntamento odierno, tanto che dentro gli uffici di via Garbini la temperatura era altissima. Tra loro anche dei big, considerati nella rosa dei favoriti: da Raffaele Ascenzi a Gianni Cesarini. Clima piuttosto rilassato, ma non sono mancati i battibecchi. Si è verificato anche qualche colpo di scena. Ve lo sveleremo domani.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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