Nuova Macchina di Santa Rosa, il consiglio dà il via libera all'unanimità alle linee guida del bando
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VITERBO -"Sarà una Macchina che valorizzerà l'identità viterbese, ma anche i valori del patrimonio UNESCO e della Rete delle Grandi Macchine a Spalla, della religiosità e della sacralità della festa che tocca al cuore tutti noi viterbesi". Le parole del sindaco Chiara Frontini.

VITERBO – Il Consiglio Comunale ha votato, all’unanimità, le nuove linee guida per il bando di idee con cui si andrà a scegliere la nuova Macchina di Santa Rosa.

“Sarà una Macchina che valorizzerà l’identità viterbese, ma anche i valori del patrimonio UNESCO e della Rete delle Grandi Macchine a Spalla, della religiosità e della sacralità della festa che tocca al cuore tutti noi viterbesi.

Un avviso per il concorso di idee che aprirà a breve e che auspichiamo sia il più partecipato possibile, con un passaggio di consegne ideale tra “Gloria” e la nuova Macchina in occasione dei prossimi festeggiamenti”. Queste le parole del sindaco Chiara Frontini.

Tre i momenti dell’iter: il concorso di idee, la progettazione esecutiva e la gara d’appalto per individuare il costruttore. 

Cervelli e cuori di mezza città sono già al lavoro, alcuni da tempo, che cercare di entrare nella storia locale. La commissione che andrà a giudicare le idee in ballo sarà composta da rappresentanti del Sodalizio dei Facchini, della commissione italiana Unesco (considerando che questa tradizione viterbese è dal 2015 patrimonio immateriale dell’Umanità), rappresentanti del Comune, rappresentanti dell’ordine degli architetti e degli ingegneri. 

Dal momento della pubblicazione dell’avviso per il concorso d’idee ci saranno tre mesi di tempo per presentare il proprio progetto. La commissione farà le proprie valutazioni tenendo conto di precise linee guida premianti come la presenza di elementi che richiamano la città di Viterbo, la presenza di elementi che richiamino la storia della Rete delle Macchine a Spalla e il titolo Unesco, elementi che rievochino il sentimento religioso della manifestazione (con richiamo anche all’anno giubilare del 2025).

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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