
VITERBO – “Chi si è preso la responsabilità di farmi fuori (il sindaco Arena n.d.r) neanche mi ha chiamata per dirmelo”. Così l’ormai ex assessore Claudia Nunzi sui social.
“Davanti al fatto che non avevo più la possibilità di andare avanti mi è stato chiesto di dimettermi ma io sinceramente volevo il nome e cognome della persona che si prendeva la responsabilità di farmi fuori – continua la Nunzi -“.
Nel suo intervento traccia un bilancio di quanto fatto a Palazzo dei Priori: “Mi ricordo ancora il primo giorno di assessore. Mi sono chiusa in ufficio e dentro di me pensavo: “E ora da dove comuncio?”. Sono passati i giorni e in soli 8 mesi sono riuscita, grazie all’Università e al rettore Ruggieri, a presentare un progetto sul termalismo per un bando europeo. Ho quasi duplicato la videosorveglianza nella nostra città.
Per la prima volta nel nostro comune, sotto il mio assessorato, è stato dato il primo daspo e ho dato indirizzo politico di applicare al massimo, per i compiti che spettano all’amministrazione, la nuova legge di Salvini sulla sicurezza. Grazie al dirigente al Termalismo stavamo cavando il ragno dal buco sulla situazione del pozzo San Valentino, per portare finalmente, dopo cinque anni di schifo, l’acqua al nostro Bullicame.
Ho organizzato la prima festa di San Sebastiano della Polizia Locale e proprio questo mercoledì avrei portato in commissione la delibera per l’ampliamento della concessione mineraria del Bullicame.
E poi c’è la Protezione Civile, che ho condiviso in questi ultimi mesi con il mio amico Scardozzi. Volontari che aiutano il Comune nelle emergenze e durante i grandi eventi con grandissima professionalità e con molti di loro abbiamo costruito un rapporto che va oltre al semplice lavoro. Poi c’è Romina, la segretaria migliore che mi potessi scegliere, una che se c’è da lavorare lo fa senza se e senza ma anche fuori l’orario di lavoro, con la quale ho riso e pianto.
Ho lottato fino all’ultimo per noi viterbesi e per Viterbo, anche facendo dei passi che mai avrei fatto a livello personale come quello del cambio di casacca. Ma era l’unico modo che avevo per continuare a fare per la nostra città, senza doppi fini, senza interessi personali e senza favoritismi per nessuno.
Grazie alla mia famiglia e a Francesco che mi sono sempre vicini. Ma di sicuro non smetterò di impegnarmi per Viterbo, perché amo la mia città”.

















