






VITERBO – Nessun effetto speciale, niente di straordinario. Un centro storico pieno, in una serata di fine estate. La Notte Rosa insegna la normalità di una centro storico che spera di tornare a respirare. Migliaia le persone a passeggio dentro le mura. Tutto funziona. La parte storica è pulita, i cestini sono in ordine, la sicurezza non è un problema: l’alto numero di persone e le forze in divisa sono un tranquillante da banco.
Famiglie tante, ragazzi tanti. Una festa che scorre da piazza Fontana Grande, largo Fani (via Saffi), piazza delle Erbe, della Repubblica e del Plebiscito. Il momento più iconico? Il mitico Faziarte che regala, fronte Palazzo Gentili, lo spettacolo della sua pittura dal vivo mentre la piazza è animata da maestri della break dance. Davvero bravi.
Faziarte è iconico perché nella Notte Rosa dipinge il volto di una giovanissima e bellissima Rosa, la patrona a cui Viterbo guarda. Non è un caso se tra chi lo ammira troviamo, occhi un po’ lucidi e sorriso, il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini e il capofacchino Luigi Aspromonte.
Via Saffi è “intasata” di persone. Tanto che chi è uscito col passeggino è costretto a trovare strade secondarie per cambiare le piazze. Altro muro umano a piazza delle Erbe. Piazza del Comune è uno spettacolo di vita, con i dj selezionati dal team di Hit che si divertono e fanno divertire.
Una città, un centro storico, che respira. Tanti i negozi aperti. Alla libreria di piazza della Repubblica è uno spettacolo di persone. Affari buoni per ristoranti, pizzerie, bar, gelaterie, venditori di dolciumi. Il tutto con poco: dj set essenzialmente. E investendo zero in comunicazione. Pensate a cosa potrebbe accadere se a Palazzo dei Priori iniziassero a investire anche in questo settore strategico superando una mentalità arretrata. Pensate a cosa potrebbe essere una Notte Rosa, anche fatta con poco, se esistesse una comunicazione capace di raccontarla alla sola provincia. Non è che da Roma vieni a Viterbo perché c’è la Notte Rosa. Da Montefiascone (più di 10mila abitanti a dieci minuti di macchina), da Vetralla (dieci minuti di macchina e più di 10mila abitanti) e dai Cimini sì però.
Giornali locali (non solo La Fune ovviamente ma anche altri), social e i buoni vecchi 6×3. Se sentite qualche pseudo comunicatore dire che ormai bastano i social cacciatelo, vi manderà in rovina! Se la provincia sapesse il capoluogo tornerebbe centrale. Magari all’inizio solo per lo svago, poi chissà anche per gli acquisti. E così magari i negozi faranno incassi migliori, almeno quelli disposti a fare i compiti a casa e mettersi in linea con il mercato.
Che Notte Rosa bella è stata questa del 2025? Molto bella, straordinaria nella sua normalità. Soprattutto se si vorrà andare oltre e correggere quello che si continua a sbagliare. Incontrare persone che vivono in centro e sentirsi dire: “ho scoperto per caso di questa serata”; è surreale.
Al momento però godiamoci il respiro di questa Notte Rosa, il respiro di un centro storico che c’è, che è bello, che è pulito e che con tutte queste persone che lo vivono diventa automaticamente sicuro.



























