Notte di rivolta a Mammagialla, materassi in fiamme e due agenti finito al Pronto Soccorso di Belcolle
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VITERBO - Materassi dati alle fiamme e momenti di vera tensione nel penitenziario viterbese, dove non sono pochi i disagi e i rischi per il personale in servizio. A denunciare il fatto il sindacato FNS CISL Lazio per bocca del segretario generale Massimo Costantino.

VITERBO – Una notte di rivolta in un’intera sezione del carcere di Mammagialla, due agenti della penitenziaria rimasti feriti e trasportati a Belcolle. 

Materassi dati alle fiamme e momenti di vera tensione nel penitenziario viterbese, dove non sono pochi i disagi e i rischi per il personale in servizio. A denunciare il fatto il sindacato FNS CISL Lazio per bocca del segretario generale Massimo Costantino.

“Le gravi e non più sostenibili criticità del sistema penitenziario continuano a evidenziarsi quotidianamente. Carenza di personale della polizia penitenziaria e aggressioni giornaliere, tutte anomalie datate che non vengono ancora prese in debita considerazione dalla politica e dai governi. Occorre intervenire con determinazione e subito con nuove assunzioni per la polizia penitenziaria nei vari ruoli”. Così Costantino. 

Il grande tema del carcere viterbese rimane quello del sovraffollamento. Dovrebbero essere presenti 535 detenuti e invece ce ne stanno 535. 

“Occorre compensare la forte carenza di organico. Nel Lazio son circa 500 mentre a Viterbo circa 80 unità ed è, pertanto, necessario intervenire sull’organizzazione del servizio all’interno degli istituti e mettere mano alle norme relative all’ordinamento penitenziario e al codice penale – – continua il sindacalista -. È opportuno e necessario provvedere alla carenza degli organici, creare spazi a disposizione del personale e ausili tecnologici per migliorare il servizio”.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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