Notte di Halloween, un viterbese che lavora a New York ce la racconta
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Siamo andati negli Stati Uniti, dal ronciglionese Giovanni Bartocci, che lì ha aperto un ristorante, per farci raccontare da lui come vivrà questa giornata e avere qualche consiglio...

E’ la notte di Halloween, festa essenzialmente americana che grazie al suo appeal si è diffusa man mano anche in Italia. Viterbo e la sua provincia non fanno eccezione e sono tanti gli eventi che nell’arco dell’aggiornata coinvolgeranno grandi e piccoli. Siamo andati negli Stati Uniti, dal ronciglionese Giovanni Bartocci, che lì ha aperto un ristorante, per farci raccontare da lui come vivrà questa giornata e avere qualche consiglio…

Come è il clima in America in questi giorni?

“Beh il clima in queste settimane sarà molto speciale: prima il festeggiamento della festa di Halloween, poi la maratona e per finire le tanto agognate elezioni”.

Cosa si vede in giro?

“Sicuramente vedremo tante maschere di Clinton e Trump, insieme a tantissimi zombi mostri streghe e altri costumi divertenti. In sostanza è un po’ come il nostro Carnevale. C’è una nota abbastanza curiosa: il rischio di prendere una multa se ci si veste da clown”.

Come passerai la festa?

“Io come tutti gli anni lavoro nel mio ristorante, che si chiama Via della Pace e si trova nel cuore dell’East Village a New York e rigorosamente faremo una festa in maschera. Pronti a dare caramelle a tutti i bambini e adulti che verranno a trovarci ma come tutti gli anni mi perderò la parata”.

In cosa sono diversi questi giorni negli States rispetto a Viterbo?

“Questa di Halloween è una festa molto americana, come il giorno del ringraziamento. Quindi qui la cosa è sentita in maniera viscerale, ma noto che anche dalle nostre parti sta iniziando a prendere piede. Anche nella mia Ronciglione un gruppo di ragazzi sta organizzando ormai da un po’ di anni una passeggiata nel centro storico dove a ogni angolo può materializzarsi un lupo mannaro o un vampiro”.

Un consiglio ai viterbesi per rendere speciale anche il loro Halloween.

“Per rendere Halloween speciale non ci serve tanto: una bella zucca, qualche bella candela, tante caramelle e un po’ di dark side”.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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