'Notte delle luci' di Bagnoregio, Loreni pronto a sfidare il cielo di Civita
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VITERBO - Nel pomeriggio incontro con il pubblico alla Casa del Vento per parlare del libro 'Zen e funambolismo'.

BAGNOREGIO – “Quando salgo sul cavo e la paura arriva le do il benvenuto e mi permetto di viverla”. Così Andrea Loreni si racconta nel suo libro ‘Zen e funambolismo’. Un viaggio nella mente del corpo e nel corpo della mente, dentro l’uomo e il mondo. Professione funambolo, Loreni sfiderà il cielo sopra Civita di Bagnoregio.

Appuntamento per il 3 agosto, ore 23, in piazza San Donato. Il contesto è anche questo straordinario: ‘La Notte delle Luci’. Una camminata a trenta metri di altezza. Su un cavo illuminato di quaranta metri, teso tra Palazzo Alemanni e il campanile della chiesa di San Donato. Questa la performance che sta studiando da un anno e che regalerà ai presenti.

Alle ore 18 Loreni vivrà un momento d’incontro con il pubblico presso la Casa del Vento, nel centro storico di Bagnoregio. Parlerà del suo libro, del perché l’ha scritto e del cosa c’è dentro. Racconterà del viaggio del funambolo alla ricerca di autenticità, di equilibrio, dell’essere altro-da-sé.

Al centro la sua esperienza al Monastero Sogen-ji in Giappone, dove ha appreso l’arte della meditazione Zen, così incredibilmente simile alla camminata su cavo alto.

Quello di Loreni è un ritorno, dopo il successo dello scorso anno in piazza Cavour. Lì dove Fellini scelse di girare alcune scene de La Strada. Un tornare che ha portato con sé l’interesse dei giornali e delle televisioni nazionali e internazionali, che daranno risalto alla bellezza unica di Civita e all’impegno di tutti i bagnoresi per fare di questo posto una realtà all’avanguardia sul piano dell’accoglienza turistica.

Bagnoregio e Civita per una notte si trasformeranno in un luogo incantato in cui vivere un’esperienza unica. Magia, arte, giochi di luce e musica condurranno i presenti in una straordinaria storia tutta da raccontare.

Ingresso dalle ore 19, con biglietto intero a 5 euro e gratuito per under 12 e residenti.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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