Nonostante le 10 realtà che la sostengono, Luisa Ciambella sembra più sola che mai
Ciambella
Gli Stati Generali La Fune
Da quanto scrive la coalizione, le liste potrebbero essere tante, ma l’impressione è che il vuoto lasciato da chi se ne è andato, sia più grande di quanto si voglia lasciare intendere.

Si preannuncia una battaglia lunga e difficile quella del Partito Democratico e dei suoi alleati per le prossime elezioni comunali di Viterbo. Dopo aver perso l’appoggio del cuore di Moderati e Riformisti e dei principali portatori di voti della lista erede di Oltre Le Mura, Luisa Ciambella prova a farsi vedere forte.

Da quanto scrive la coalizione, le liste potrebbero essere tante, ma l’impressione è che il vuoto lasciato da chi se ne è andato, sia più grande di quanto si voglia lasciare intendere.

Partito Socialista Italiano, i Socialisti democratici, l’associazione la voce dei giovani viterbesi, l’area ecologista, i responsabili di Centro solidale della provincia di Viterbo, i responsabili di associazioni cattoliche, nonché i rappresentanti della lista civica e del gruppo promotore della civica di sinistra e i nuovi MoRi non sembrano infatti capaci di spostare gli equilibri.

Luisa Ciambella sembra più sola che mai, abbandonata dai compagni di giunta e consiglieri comunali dei MoRi, grandi portatori di voti e preferenze, e poco certa del sostegno di mezzo PD e di un’altra metà della maggioranza in Consiglio e Giunta. Poco servirà l’impegno di Leonardo Michelini nella campagna elettorale, che sembra più intenzionato a difendere il proprio operato che spingere la candidatura di Luisa Ciambella.

Si parte dalla valorizzazione del “lavoro straordinario svolto dall’amministrazione comunale uscente”. Non poteva dire diversamente, ma per iniziare una campagna elettorale per le prossime elezioni comunali di Viterbo sembra davvero poca roba. C’è tempo poco più di una settimana per cercare di ribaltare il quadro, presentare candidature solide e ricomporre il Partito Democratico. Non sarà facile.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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