Nonno aggredito con un pugno in viso mentre era in auto davanti all'asilo del nipote
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Le persone che chiamano i soccorsi, che arrivano prontamente e fanno il loro lavoro, ma nessuno che ha visto l'aggressore. Una strana storia quella che si è consumata giovedì scorso davanti ai cancelli verdi della scuola dell'Infanzia Canevari. 

VITERBO – Un nonno che aspetta fuori all’asilo l’orario giusto, erano intorno alle 15,45, per andare a prendere la nipotina e viene colpito con un violento pugno in faccia, che lo fa svenire, mentre si trova all’interno della sua auto. 

Le persone che chiamano i soccorsi, che arrivano prontamente e fanno il loro lavoro, ma nessuno che ha visto l’aggressore. Una strana storia quella che si è consumata giovedì scorso davanti ai cancelli verdi della scuola dell’Infanzia Canevari. 

L’uomo non ricorda nulla. Si è risvegliato in ospedale con un trauma cranico e lesioni allo zigomo. La vicenda ha però dell’inquietante. L’uomo infatti è un 76enne e l’unica ipotesi che risulta credibile è quella dell’aggressione casuale. Per questo diventa ancora più importante che chi ha visto qualcosa la racconti alle forze dell’ordine. 

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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