Nonni in kimono con il progetto “Karaterzaetà”
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ACQUAPENDENTE – Lodevole iniziativa della Scuola di karate Keikenkai. In arrivo ad Acquapendente i corsi dai 60 anni in poi.

ACQUAPENDENTE – I benefici della pratica del karate nella terza età, “Karaterzaetà” è un progetto sociale curato dal centro nazionale di formazione e ricerca della Fik (Federazione italiana karate).

Il 23 dicembre scorso, al Centro arti marziali di Acquapendente, nonni e nipoti hanno trascorso un entusiasmante pomeriggio allenandosi insieme, a seguito del successo dell’evento, il prossimo 15 gennaio all’Hombu Dojo Yuushikan di Acquapendente avrà ufficialmente inizio il corso di karate “adattato” alla terza età riservato a praticanti ambosessi in età adulta, dai 60 anni in poi.

Le lezioni saranno tenute dall’istruttore Marcello Cesaretti, formato ed abilitato a cura del Centro nazionale di formazione e ricerca della Fik, il tecnico opera all’interno dell’Asd Yuushikan diretto dal maestro Fabio Gentileschi della scuola Keikenkai del maestro Sergio Valeri.

Sarà l’inizio di un percorso tecnico di studio, basato su allenamenti indirizzati e dedicati a persone mature e non più in tenera età.

Questa ricerca di metodologia di movimenti ed esercizi si differenzia sensibilmente dal concetto di ginnastica dolce o passiva in quanto va oltre la semplice attività fisica per anziani facendo tesoro delle caratteristiche peculiari della meravigliosa e storica “arte marziale” chiamata “karate”, accantonato l’aspetto agonistico si esalterà tutta l’armonia fisica e mentale contenuta in essa.

Uno degli obiettivi di questa nuova iniziativa è di poter integrare in un contesto, spesso riservato a bambini, ragazzi o comunque adulti, ancora fisicamente prestanti, un’attività per “diversamente giovani”, i quali potranno condividere il piacere di essere parte attiva di un’associazione sportiva.

L’anziano non deve andare alle Olimpiadi ma non è neanche un caso disperato, quindi è un soggetto che risponde ai principi dell’allenamento, spesso, più di quanto si possa immaginare.

Il progetto, che nasce in Toscana, prevede un protocollo medico di ingresso con test e visita medica per poter verificare in seguito gli eventuali miglioramenti.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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