“Non rischiamo di trovarci in una situazione come quella dei nostri fratelli bergamaschi che sono costretti a contare un morto ogni mezz’ora”
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VITERBO - Il messaggio del sindaco Arena diffuso per le strade di Viterbo con gli altoparlanti di polizia locale e della protezione civile.

VITERBO –  “Cittadini e cittadine stiamo combattendo una guerra contro un nemico invisibile e molto insidioso per la nostra stessa vita. Purtroppo, ancora qualcuno sta avendo un comportamento superficiale.

Non rischiamo di trovarci in una situazione come quella dei nostri fratelli bergamaschi che sono costretti a contare un morto ogni mezz’ora. Dobbiamo assolutamente rimanere a casa, anche se le restrizioni prevedono delle eccezioni. Evitiamo di utilizzarle.

Saremo costretti a rafforzare i controlli e denunciare i trasgressori. Dobbiamo evitare che il contagio possa propagarsi. Ringrazio tutte le famiglie che stanno rispettando perfettamente le prescrizioni. Chi è costretto a uscire eviti qualsiasi contatto, rispetti le distanze e lavi spesso le mani.

Rimaniamo assolutamente a casa fino al 25 marzo e vedrete che piano piano tutto ritornerà come prima”.

Questo il messaggio del sindaco Arena diffuso per le strade di Viterbo con gli altoparlanti di polizia locale e della protezione civile.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti mediante microtelecamere collegate al nervo ottico. Si va verso un uomo sempre più cibernetico? Fino all’estremo: perché per ora l’unico organi insostituibile appare il cervello… dove si formano i nostri pensieri e conserviamo il senso della nostra identità…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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