"Non nominare il nome di Gymnica invano"
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Alessandra Giannisi avverte chiunque voglia parlare della (sua) palestra Gymnica, accostata in questi giorni a due realtà vincitrici dell'avviso pubblico per eventi per il Carnevale Viterbese: "vi beccate una querela coi fiocchi"
Alessandra Giannisi, compagna di Filippo Rossi

Alessandra Giannisi va all’attacco. Come il compagno, Filippo Rossi, e come l’ex assessore alla cultura Giacomo Barelli e tutti coloro che gravitano intorno a Viva Viterbo e\o Caffeina non le mandano a dire. Il mantra è sempre quello: la querela. Dal suo profilo Facebook Alessandra Giannisi avverte chiunque voglia parlare della (sua) palestra Gymnica, accostata in questi giorni a due realtà vincitrici dell’avviso pubblico per eventi per il Carnevale Viterbese.

“Non so quanti leggeranno. Non so chi leggerà. Ma la prossima volta che qualcuno tirerà furori assolutamente a sproposito il mio nome o quello della mia palestra, si beccherà un’azione legale coi fiocchi. Io non volerò alto come Filippo Rossi. Io mi metterò all’infimo livello di questa gente, facendo nomi e cognomi. Non ho nulla da nascondere, non ho scheletri nell’armadio per cui sarà solo divertimento puro”.

Il post su Facebook si Alessandra Giannisi

 

 

 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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