“Non c’è stata nessuna aggressione da parte di Fedeli. Il commerciante è stato massacrato a sgabellate e calci in testa”
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VITERBO – Ascoltati i due super consulenti. E' il quadro emerso dall’ autopsia e dalle analisi delle tracce di sangue all’ interno del negozio.

VITERBO – Omicidio del commerciante Norveo Fedeli. Ieri la ricostruzione del delitto e le testimonianze dei due consulenti che hanno svolto indagini, rispettivamente, sul corpo della vittima e sul luogo del delitto.

“Norveo Fedeli non ha aggredito nessuno. Non ci sono segni di difesa sul corpo della vittima. Non c’è stata alcuna  colluttazione tra Fedeli e Pang.  Quest’ultimo gli si è avventato contro e lo ha massacrato a colpi di sgabello  e poi ne ha calpestato ripetutamente il corpo lasciandogli un’impronta di scarpa sulla testa”. 

Questa la descrizione dell’ avvocato Fausto Barili dell’ omicidio di Norveo Fedeli.

In aula sono stati ascoltati due consulenti, la dottoressa Aromatario che ha eseguito l’autopsia sul corpo di Fedeli e l’ispettore capo Gori che ha analizzato le tracce ematiche sul luogo del delitto. Entrambe i consulenti sono concordi: non ci sono segni di colluttazione sul corpo di Fedeli, ciò dimostrerebbe che è stato aggredito repentinamente senza avere il tempo di difendersi. L’assassino ha infierito sul corpo con uno sgabello per poi calpestarlo ripetutamente.

 

 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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