
Non abbiamo creato un caso sul nulla. La chiusura di locali, le multe salate e le tante storie che abbiamo raccontato e racconteremo ancora, non sono certo state inventate. Ammesso e non concesso che sia vero che “non c’è una strategia” come dice l’assessore alle attività produttive Sonia Perà (qui), noi ci sentiamo di suggerirle di guardare al quadro generale.
Le chiediamo di alzarsi in piedi e unire i puntini situati sui locali sui quali si è abbattuta la mannaia del Comune di Viterbo e scoprirà una ragnatela. Per i piccoli, magari quelli nati da poco, basta poco per andare in corto circuito. Sicuramente la maggior parte delle multe comminate sono giuste. Ma il punto, cari amministratori, non è questo.
Il punto è che la severa punizione (va bene, non uso la parola “repressione” che non vi piace) che arriva su capo e collo dei gestori dei punti di ritrovo di migliaia di giovani, è controproducente e rischiosa se non accompagnata ad un serio piano regolatore. Se non accompagnata alla stesura di un regolamento chiaro e serio che indichi bene cosa si possa o meno fare. E soprattutto perché. Se non accompagnata ad una idea precisa verso la quale portare lo sviluppo dei vari quartieri cittadini.
Ecco, cari amministratori, invece di fare gli sceriffi, tornate a fare gli amministratori. Tornate a pianificare e smettetela di dire che le sanzioni arrivano quando non si rispettano le regole. Perché questo lo sappiamo tutti e da voi ci si aspetta qualcosa di più.


















