Non abbiamo creato un caso sul nulla, abbiamo solo acceso la luce. E continueremo a farlo
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Ecco, cari amministratori, invece di fare gli sceriffi, tornate a fare gli amministratori. Tornate a pianificare e smettetela di dire che le sanzioni arrivano quando non si rispettano le regole. Perché questo lo sappiamo tutti e da voi ci si aspetta qualcosa di più

Non abbiamo creato un caso sul nulla. La chiusura di locali, le multe salate e le tante storie che abbiamo raccontato e racconteremo ancora, non sono certo state inventate. Ammesso e non concesso che sia vero che “non c’è una strategia” come dice l’assessore alle attività produttive Sonia Perà (qui), noi ci sentiamo di suggerirle di guardare al quadro generale.

Le chiediamo di alzarsi in piedi e unire i puntini situati sui locali sui quali si è abbattuta la mannaia del Comune di Viterbo e scoprirà una ragnatela. Per i piccoli, magari quelli nati da poco, basta poco per andare in corto circuito. Sicuramente la maggior parte delle multe comminate sono giuste. Ma il punto, cari amministratori, non è questo.

Il punto è che la severa punizione (va bene, non uso la parola “repressione” che non vi piace) che arriva su capo e collo dei gestori dei punti di ritrovo di migliaia di giovani, è controproducente e rischiosa se non accompagnata ad un serio piano regolatore. Se non accompagnata alla stesura di un regolamento chiaro e serio che indichi bene cosa si possa o meno fare. E soprattutto perché. Se non accompagnata ad una idea precisa verso la quale portare lo sviluppo dei vari quartieri cittadini.

Ecco, cari amministratori, invece di fare gli sceriffi, tornate a fare gli amministratori. Tornate a pianificare e smettetela di dire che le sanzioni arrivano quando non si rispettano le regole. Perché questo lo sappiamo tutti e da voi ci si aspetta qualcosa di più.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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