'Noi e gli antichi': incontro al Distu con Luciano Canfora
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Nella suggestiva cornice di Pianoscarano, si parlerà di comunicazione, letteratura e del rapporto tra moderno e antico volgendo l’attenzione alle nuove generazioni che hanno sempre più bisogno di “guardare al passato per ricordarsi da dove vengono”.

“Nessuna definizione è falsa: lo sarebbe se pretendesse di essere l’unica vera”. Questa citazione del professor Luciano Canfora aprirà l’incontro che si terrà lunedì 29 maggio, alle ore 16, presso il Dipartimento Distu dell’Università degli Studi della Tuscia.

Nella suggestiva cornice di Pianoscarano, si parlerà di comunicazione, letteratura e del rapporto tra moderno e antico volgendo l’attenzione alle nuove generazioni che hanno sempre più bisogno di “guardare al passato per ricordarsi da dove vengono”.

Luciano Canfora inaugura l’apertura della “Casa della Cultura di Viterbo” che dà l’inizio alla propria attività ospitando uno dei più prestigiosi e preparati docenti di Letteratura greca e latina presente in Italia.

Luciano Canfora svolge la sua attività odierna presso l’Università di Bari, cresce accademicamente presso la Scuola Normale di Pisa ed è, nel panorama umanista italiano, uno degli studiosi di antichità e letteratura più prestigiosi in tutto il mondo accademico. Fine e curioso studioso di storia antica, papirologia e letteratura latina, fa parte del Comitato scientifico della “Society of Classical Tradition” di Boston e dirige il Comitato direttivo spagnolo di “Historia y critica” di Santiago. I suoi libri sono tradotti in tutto il mondo e sono tra i testi più utilizzati nelle università italiane in fatto di letteratura e antichità.

L’Università degli Studi della Tuscia firma, con questo incontro, una stretta e intensa collaborazione con le associazioni del territorio che impreziosiscono con il loro lavoro il tessuto culturale viterbese aprendo la città a personalità internazionali che alimentano il dibattito all’interno e all’esterno delle mura viterbesi.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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