Noemi, la bambina viterbese che telefona ai poliziotti per ringraziarli: "Vi voglio bene"
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VITERBO – La telefonata di Noemi, la bimba viterbese che ha chiamato la Questura di Viterbo per ringraziare gli agenti del loro operato, ha commosso il web ed è diventata un esempio a livello nazionale di amore, rispetto e collaborazione con le forze dell’ ordine, specialmente in un momento così delicato. ASCOLTA L’AUDIO DELLA TELEFONATA

VITERBO – Squilla il telefono della Questura di Viterbo, ma quella che seguirà non è una telefonata come tutte le altre…

Al telefono non c’è un cittadino che annuncia le sue generalità per denunciare l’ennesimo reato ma una bambina che si chiama Noemi. “Pronto? Sono una bambina e vi vorrei ringraziare con una lettera” esordisce. L’agente, sorpreso, le dà l’ok, e Noemi va avanti: “Cari poliziotti, vi volevo dire che il vostro è un bellissimo e rischioso lavoro e vi state dando molto da fare soprattutto con questa emergenza del Coronavirus. State passando di strada in strada a dire a tutti i cittadini di rimanere in casa anche se purtroppo alcune persone non rispettano le regole, continuate a essere meravigliosi“, continua la bambina che ringrazia anche i medici che in queste ore sono impegnati nelle corsie degli ospedali italiani. “Anche loro stanno facendo un faticoso lavoro per cercare di salvare tante persone malate“, legge la piccola che subito dopo saluta il poliziotto.”Grazie a tutti voi da Noemi, vi voglio bene“, esclama la bimba.

Dalla sala operativa l’agente, visibilmente emozionato, la saluta: “Grazie Noemi ti ringraziamo tantissimo, un bacione forte forte“.

L’audio della telefonata viene pubblicato sulle pagine social della Polizia e fa subito il giro del web diventando un esempio di amore, rispetto e collaborazione con le forze dell’ ordine, specialmente in un momento così delicato.

ASCOLTA L’AUDIO DELLA TELEFONATA

 

                                                                       

 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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