
Il rompicapo della terza commissione consiliare non si scioglie, anzi si complica. Non solo non c’è più un presidente e non si riesce a eleggerne uno nuovo ma si è dimesso anche il vicepresidente.
Il tutto si è verificato nella seduta di ieri, anche se le dimissioni ufficiali di Santucci sono state trasmesse ufficialmente nel pomeriggio di oggi.
Poche righe con cui viene sottolineata la difficile situazione politica: “Io sottoscritto, Giovanni Maria Santucci , con la presente rassegno le mie irrevocabili dimissioni da Vice Presidente della III commissione consiliare permanente a causa di una paralisi politica che regna nell’amministrazione e che spero possa finire, al piu presto per consentire una normale ed efficiente prosecuzione dei lavori con l’approvazione delle tante pratiche ferme da mesi. Con tale atto confermo la mia personale volontà di rimanere componente effettivo nella medesima commissione”.
Dimissioni che rendono il tutto ancora più difficile. Con il vicepresidente infatti la commissione avrebbe potuto affrontare le pratiche più urgenti, da ieri non è più possibile. Ora il ruolo di guida spetta al consigliere più anziano (parametro definito dal numero di voti), che sarebbe Francesco Serra, il quale può solo convocare la commissione e mettere al primo punto dell’ordine del giorno l’elezione del presidente e del suo vice.
Di fatto la commissione urbanistica è paralizzata. Tutto perché per eleggere il nuovo presidente sono necessari 8 voti, impossibili tecnicamente per la maggioranza che ha quindi bisogno di fare sponda su almeno un pezzo di opposizione. Di fatto i consiglieri di maggioranza hanno l’intesa sull’elezione di Paolo Simoni, ma si ferma a 7. I sei di maggioranza e il voto di Goffredo Taborri, stanco di questo teatrino. Ancora troppo poco. Gli altri consiglieri d’opposizione invece non sono intenzionati ad andare avanti, perché ritengono vergognosa la mossa del capogruppo di Oltre le Mura Maurizio Tofani di aver rimosso Francesco Moltoni dalla commissione sostituendovisi.
Per le opposizioni avallare e fare finta di niente su un simile comportamento significherebbe creare un precedente pericoloso che si sostanzia del principio che “il capogruppo può giocare a Risiko con i consiglieri all’interno delle commissioni”.
Chiedono quindi che venga rivista la composizione delle commissioni in maniera condivisa, riparando lo schiaffo rifilato a Moltoni appunto. Dalla vicenda della terza commissione rischia di diffondersi una cancrena sull’intero sistema amministrativo. L’importante commissione infatti non lavorando blocca pratiche importanti per la città.


















