Nocella fa volare Quartieri dell'Arte, storia di un superfestival
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Nicola Nocella arriva e colpisce al cuore il popolo di Quartieri dell'Arte. Un superattore per un superfestival. La vera impresa? Fermare l'applauso del pubblico.

Se uno crede in un qualche dio e questa sera è andato allo spettacolo di Quartieri dell’Arte non può non ringraziarlo per averci dato Nicola Nocella. Un vero supereroe, capace di fare impallidire quello sfondato di grana che è Batman e di mettere in scena, tutto da solo, un volo testa a testa tra Superman e Captain Amazing.

Chi è ‘Captain Amazing’? Mark, un papà uscito dalla penna di Alestair McDowall. Un testo che ti entra dentro ed esplode, tanto che tra il pubblico del Mat sono andate in scena le lacrime. Così come un applauso incredibilmente lungo e quanto mai intenso. Con le persone che si sono alzate in piedi e Nocella costretto a chiedere di fare basta.

Una regia impeccabile firmata da Monica Nappo Kelly, con Domenico Onorato a farle da aiuto regista. Una produzione dell’associazione Funamboli all’interno di Quartieri dell’Arte.

Uno one-man show che ha strappato risate a scena aperta nella parte iniziale e commosso nel finale. Con il volo tra gli alberi dell’Amazzonia e le Piramidi. Quel volo che ti porta via dalla tua casa, dalla tua città, dal tuo Paese. E il segreto non è nel mantello, si vola anche senza. Il mantello è messo lì per scena, per dare un segnale agli altri.

Ha definito tutto bene il critico del Telegraph Laura Barnett: “Mark è il tipo d’uomo che non guarderesti due volte quando lo incontri per strada: pelato, curvo, titubante. Pattina sulla superficie della vita, buttando il tempo al suo lavoro al B&Q, mentre si barcamena tra problemi di soldi e un padre alcolizzato con cui non parla. Un giorno incontra una donna che gli concede un secondo sguardo, e con questa dà alla luce la loro bambina, Emily, e improvvisamente Emily è convinta che suo padre sia un supereroe”.

“Devi avere un obiettivo per metterti il mantello”, questo è chiaro. Quartieri dell’Arte, in questa edizione 2015, ha dimostrato di averne uno grande, grandissimo. E così ha “inventato” storie, regalate a Viterbo. La prossima settimana la chiusura.

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