“Noccioleti, vietare è dannoso, regolamentare è una scelta obbligata”
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MONTEFIASCONE - L'assessore all'Agricoltura Fabio Notazio interviene sul tema dell’espansione incontrollata dei noccioleti nella provincia.

MONTEFIASCONE – “Non vogliamo fare la fine del Lago di Vico” è la frase che riecheggia ultimamente riguardo l’espansione delle coltivazioni di nocciole nella provincia di Viterbo.

Alcuni sindaci dei comuni che si affacciano sul lago di Bolsena hanno già espresso il loro forte dissenso nei confronti di questo tema di scottante attualità.

I pericoli per l’ambiente non nascono dalle presenza dei noccioleti in sé ma da ciò che comporta la presenza sul territorio di coltivazione: utilizzo di fitofarmaci e elevato consumo delle falde acquifere. In uno contesto del genere, tra allarmi e un’informazione non sempre esaustiva, occorre fare chiarezza tra le parti.

Non spetta ai sindaci disporre se una coltura ha diritto di essere presente su un territorio. Ogni amministrazione deve gestire al meglio la cosa pubblica affinché i cittadini possano veder difesi i propri diritti e i propri interessi nella misura in cui si garantisce il benessere della propria comunità.

Così facendo invece si impedisce a un giovane che vuole mettersi in gioco in questo antico settore di trovare la sua strada, così come un padre di famiglia che si ritrova ad essere disoccupato, scenario purtroppo frequente nella realtà di oggi, vede preclusa la possibilità di trovare un’alternativa per sfamare la propria famiglia.

Verrebbe meno il principio del liberismo economico, mi sorprende l’origine politica di alcuni amministratori che vorrebbero imporre così superficialmente certi divieti.

La posta in gioco qui è molto alta e non riguarda solo l’economia ma anche delicate questioni ecologiche, tra i temi più caldi su cui si sta confrontando la politica, a tutti i livelli.

La tutela dell’ambiente è la priorità più importante nessuno mette in discussione il fatto che le attività umane debbano essere opportunamente controllate per salvaguardare la salubrità del territorio. Occorre anche essere lucidi: se si vieta la coltivazione dei noccioli a ragion veduta occorrerebbe fare lo stesso anche con i vigneti, dato che anche per loro si utilizzano pesticidi e fitofarmaci, ma questo a nessuno salta in mente.

Noi esprimiamo la vicinanza nei confronti degli agricoltori del nostro territorio ma al contempo nutriamo grande attenzione per l’impatto ambientale: vietare è dannoso oltre che sbagliato, regolamentare invece è una scelta obbligata.

Proprio per questo chiediamo che venga eseguito uno studio di fattibilità sulla coltivazione dei noccioleti da parte di un ente super partes: la facoltà di Agraria dell’Università degli studi della Tuscia, eccellenza nazionale del settore, sarebbe l’ente più indicato per dare una risposta competente sulle modalità di coltivazione della nocciola senza ripercussioni negative sull’ecosistema bisognerà mettere conseguentemente dei paletti e garantire che questi non vengano oltrepassati: dovrà essere coinvolto un ente di controllo, possibilmente nella figura di ispettori ambientali, affinché venga garantito il rispetto delle regole da parte dei coltivatori di nocciole attivi nella nostra zona.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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