Noccioleti, Pietro Bruni: "L'estuario impiega 300 anni per ripulire il Lago di Bolsena, aumentare l'inquinamento sarebbe la fine" (video)

ORVIETO - Pietro Bruni, presidente dell'associazione Amici del Lago di Bolsena, interviene all'incontro del 16 marzo a Orvieto per affrontare il tema della diffusione massiccia dei noccioleti nell'Italia Centrale e lancia l'allarme per il lago di Bolsena.
ORVIETO – Pietro Bruni, presidente dell’associazione Amici del Lago di Bolsena, interviene all’incontro del 16 marzo a Orvieto per affrontare il tema della diffusione massiccia dei noccioleti nell’Italia Centrale e lancia l’allarme per il lago di Bolsena.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti mediante microtelecamere collegate al nervo ottico. Si va verso un uomo sempre più cibernetico? Fino all’estremo: perché per ora l’unico organi insostituibile appare il cervello… dove si formano i nostri pensieri e conserviamo il senso della nostra identità…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi


















